Andrea Bocconi: come viaggiare e non partire

Ho regalato Viaggiare e non partire a mio marito, appassionato viaggiatore e avido lettore di narrativa di viaggio. Quando ho trovato questo bel libro di Andrea Bocconi (edito da Guanda) eravamo in attesa della nostra prima figlia e stavamo lentamente comprendendo che per qualche mese (ma solo per qualche mese!) avremmo dovuto rinunciare all’organizzazione di viaggi e week-end: come spesso accade con i libri, non è un caso sfogliarli in un determinato momento della propria vita; viaggiare e non partireriferendomi al nostro imminente ruolo di genitori, la dedica per mio marito era “Viaggiare e non partire… per il più bel viaggio che possiamo compiere insieme”. Ho terminato la lettura di questo libro qualche giorno prima della nascita di mia figlia e proprio le ultime pagine mi preparavano al lieto evento affrontandolo dal punto di vista della nascitura: il suo primo viaggio, il primo di una lunga serie che le auguro di compiere durante la sua esistenza; ma un viaggio complicato: un mare in tempesta che travolge la sua sicurezza e il suo galleggiante «quieto benessere»,  uno stravolgimento e un incubo rappresentano dunque il preludio alla vita. Ma prima di questo capitolo  conclusivo, il libro di Bocconi, scorrevole e leggero, affronta tutte le facce del viaggiare ricordando i grandi e storici viaggiatori, da Tiziano Terzani a Bruce Chatwin, e citando noti scrittori che hanno descritto luoghi lontani senza averli mai visitati, come Salgari; interessante il capitolo “L’altro punto di vista” che si apre con queste celebri parole di Seneca «E’ l’animo che devi cambiare, non il cielo sotto cui vivi» e nel quale viene ricordato Giuseppe Tucci, fondatore dell’orientalistica italiana ed uno dei primi occidentali a viaggiare in Tibet, che immobile su una sedia a rotelle aveva dichiarato: «la gente non può capire ma è su questa sedia, in questa stanza che ho fatto le più importanti scoperte della mia vita». Bocconi replica: «Questo forse possiamo crederlo, ma il Tucci che fa le più importanti scoperte della sua vita sulla sedia a rotelle è il figlio di se stesso, del viaggiatore di una vita[…]»; poco dopo aggiunge: «la sua ricerca interiore si è costruita anche su ciò che ha visto, cercato e sperimentato fuori»;

Il libro di Bocconi è vario e destinato a tutti: agli intrepidi viaggiatori come ai curiosi seduti comodi sul divano di casa;  perché viaggiare è un  modo di essere e di concepire la vita: soddisfare intelligenti curiosità e imparare ad ascoltarsi, anche e soprattutto, conoscendo e incontrando l’altro.

A Maia che prima non c’era.

Che la curiosità ti accompagni sempre: vedere, cercare e sperimentare.

 

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