I viaggi di Sigmund Freud in mostra a Vienna

Sigmund_Freud_Abreise_ExilFino al 05 Ottobre 2014 – Una mostra presso il Sigmund Freud Museum di Vienna in occasione dei 75 anni dalla morte di Freud (avvenuta il 23 settembre del 1939), dedicata ai numerosi viaggi che egli intraprese per motivi privati e professionali, sino a quell’ultimo viaggio in Inghilterra che gli consentì “to die in freedom” come lui stesso aveva affermato, sfuggendo al terrore del nazionalsocialismo. I tanti documenti presenti e le molte immagini esposte hanno l’obiettivo di spiegare e testimoniare quanto l’esperienza di viaggio sia stata centrale nella vita di Freud fino a influenzare il suo percorso professionale.

La mostra è suddivisa in varie sezioni con cui si esplorano in particolare i numerosi viaggi in Italia e in Grecia, il suoFreud_Liegestuhl viaggio professionale negli Stati Uniti ed il suo viaggio a Londra, la città in cui lo studioso ha vissuto fino alla morte; la casa londinese è oggi divenuta il Freud Museum London (20, Maresfield Gardens).

Freud era un appassionato collezionista di reperti antichi e spesso il suo viaggiare era caratterizzato dall’ amore per l’archeologia; quest’ultima era strettamente connessa alla sfera professionale come ci spiega Bruno Bettelheim in Freud e l’anima dell’uomo (pubblicato Feltrinelli): «Il lavoro della psicoanalisi consiste nel dissotterrare i resti di un passato sepolto a grande profondità e nel combinarli con altri elementi più accessibili. Una volta messi insieme tutti i pezzi, diviene possibile speculare sulle origini e sulla natura della psiche individuale».

Sigmund_Anna_Dolomiten_300dpiViaggiare per Freud era condividere del tempo con la propria famiglia ma molto spesso, nei luoghi di villeggiatura, giungevano i colleghi con cui si intratteneva poi volentieri parlando di lavoro; così era accaduto per esempio durante le vacanze in una delle sue località preferite, Lavarone,  nell’agosto del 1923, a tal punto da trasformare in frenetici i giorni lì trascorsi fra i tanti arrivi e le tante partenze. Almeno così scrive Anna Freud in una lettera all’amica di famiglia Lou Andreas-Salomé; pochi giorni dopo, in un’altra lettera, questa volta spedita da Roma, la figlia di Freud scrive: «Papà qui sta molto meglio che a Lavarone, e ha potuto davvero godersi tutto. […] Mi ha introdotto così bene a tutto quanto, e mi ha fatto familiarizzare con tutte le bellezze, le antichità e le cose notevoli, tanto che ora, dopo la seconda settimana, mi sento già appartenere a tutto, come se anch’io fossi già stata qui con lui ogni qual volta ci è venuto».

La mostra “I viaggi di Freud” è a cura di Daniela Finzi e Simone Faxa, per maggiori informazioni:

http://www.freud-museum.at

Le parole di Anna Freud sono tratte dal volume Legami e libertà (La Tartaruga)

 

 

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