Niko Citriniti: Granada come esperienza artistica

«Io credo che il fatto di essere di Granada mi spinga all’umana comprensione dei perseguitati, del gitano, del nero, dell’ebreo… del moro, che noi tutti ci portiamo dentro!» così ha scritto il poeta spagnolo Federico García Lorca; ancora oggi la città di Granada vanta al fianco degli antichi splendori,  un fervido animo multiculturale che attrae fra gli animi più sensibili, artisti e poeti. Niko Citriniti, affermato artista calabrese, è rientrato da qualche mese in Italia dopo un soggiorno di sei mesi nella città di Granada; un’esperienza che l’artista ha definito meravigliosa e stimolante, di cui rimane un’importante traccia nei rapporti personali instaurati e negli incontri vari e vivaci che questa città, come poche, è in grado di offrire. L’entusiasmo per l’altro, per il nuovo, per il diverso, per  tutto ciò che trova indipendenza da uno sterile conformismo si manifesta 408171_10200198576065851_435690903_nin maniera chiara nell’arte di questo giovane catanzarese la cui opera si muove nella corrente del ready made: il termine, coniato dall’artista Marcel Duchamp, «indica un oggetto di uso comune e di produzione industriale estrapolato dal suo contesto ed elevato dall’artista al rango di opera d’arte»[1]. Per esempio nelle mani di Niko Citriniti i televisori anni ’70 diventano splendide lampade, il messaggio che si vuol trasmettere è incisivo: spegnere il televisore e ricominciare a pensare con il proprio cervello, riappropriarsi della propria libertà e del proprio tempo senza lasciarsi manipolare e controllare dal mezzo televisivo e da chi lo gestisce. I manichini che 553951_3177218188115_966324013_nsimboleggiano il consumismo con la rielaborazione di Niko sembrano destinati ad un utilizzo diverso: nella veloce corsa che la quotidianità ci impone, l’osservatore trova un attimo per fermarsi e guardarli; può essere anche un solo attimo, ma è un attimo che si è recuperato con se stessi; ed è così che è nata l’idea dell’opera nell’opera, battezzata da Niko outsideArt: installazioni a tempo determinato delle proprie opere all’aperto 525788_3176977302093_1912472715_nattendendo la reazione del passante e realizzando fotografie di contesti e scenari sempre nuovi in cui le sue opere si muovono. Il contesto cittadino di partenza è quello della città di Catanzaro dove Niko è nato e cresciuto anche artisticamente: dalle spiagge di Roccelletta, al Corso Matteotti, per un periodo l’artista ha posizionato i propri manichini in attesa di un autobus o davanti una vetrina, ad osservare il mare o davanti le strisce pedonali ed ha registrato le sensazioni dell’osservatore che passava per caso vicino all’opera, stupore e partecipazione fra le emozioni più frequenti.niko 1  Durante il suo soggiorno a Granada Niko Citriniti ha seguito la sua indole di «viaggiatore, uomo desideroso di scoprire e di scoprirsi» e si è aperto con entusiasmo a tutte le esperienze artistiche che Granada gli ha consentito: oggi possiamo trovare delle sue creazioni negli spazi espostivi di “Renueve”, un bellissimo negozio che si occupa di recupero e restaurazione; a Granada Niko ha partecipato come scenografo ad uno spettacolo di Burlesque presso il Teatro Isabel la Católica per la cantante e attrice italiana Alessia Desogus che vive stabilmente a Granada da qualche anno, un’esperienza nuova e indimenticabile per Niko suggellata anche da una menzione in un articolo del Granada Hoy. Quando vi è occasione di coniugare la creatività  con la  libertà, non vi è limite per l’intraprendenza di Niko che  si è dato da fare 1378650_10201407928738912_1271694827_noccupandosi anche dell’allestimento di alcune vetrine. Ora che l’esperienza a Granada è terminata, Niko Citriniti vive a Bologna, città universitaria e  all’avanguardia che mantiene intatte alcune caratteristiche già riscontrate nella città spagnola, dunque un altro luogo in cui operare e proseguire nel proprio cammino artistico.

Per maggiori informazioni e contatti suggeriamo di visitare il sito dell’artista:

http://www.nikocitriniti.eu/

[1] Parole tratte dalla monografia Duchamp pubblicata da Rizzoli/Skira, p.42.

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