Worldzapping di Roberta Melchiorre e Fabio Bertino: alla scoperta dei luoghi e delle persone

La comune e condivisa passione per il viaggio, per la scrittura e per la fotografia ha permesso a Roberta Melchiorre e Fabio Bertino di realizzare insieme Worldzapping. Racconti di viaggio (edito da goware – una startup fiorentina specializzata in digital publishing). I viaggiatori sono due, gli autori sono due, eppure il racconto si coniuga sempre in prima persona singolare, tali sono la sintonia e il comune sentire di questa affiatata e consolidata coppia di viaggiatori.

worldzapping copertinaCon la raccolta di racconti Worldzapping gli autori condividono le emozioni del loro viaggiare, regalando a noi lettori anche la possibilità di approfondire gli argomenti affrontati grazie all’inclusione di numerosi link e souvenir (foto, biglietti d’ingresso, visti, banconote, scontrini); nell’organizzazione e nella struttura della materia questa pubblicazione sembra voler anche richiamare e rievocare il tradizionale e curato album di fotografie in cui si raccoglieva tutto ciò che si era volutamente accumulato durante il viaggio: dunque innovazione e tradizione si fondono per creare un nuovo strumento che sicuramente incuriosisce e coinvolge il lettore, lo rende ancora più partecipe dell’esperienza di viaggio di cui sta leggendo e non gli permette l’alibi della non comprensione avendo un immediato accesso, ove necessario, alle spiegazioni.

L’altro avvincente strumento è lo sguardo che i due autori rivolgono al mondo: Roberta Melchiorre e Fabio Bertino viaggiano alla scoperta dei luoghi conTheKremlin l’intima consapevolezza che per poterli comprendere è necessario il confronto con le persone che li abitano; sfilano dunque scenari e paesaggi accanto a quegli uomini e quelle donne che li animano e li vivono quotidianamente. Roberta e Fabio ci restituiscono ritratti precisi ed emozionanti con cui ci rivelano la loro innata apertura e ci confermano la sana curiosità che deve sempre accompagnare un viaggiatore. Molteplici sono gli esempi che potremmo qui riportare, ma ne rievochiamo un paio in particolare: Roberta è laureata in Lingue e Letterature Straniere con indirizzo slavistico, ha vissuto per lunghi periodi sia a Mosca che a San Pietroburgo e la Russia rappresenta sicuramente una delle sue mete preferite, vi torna periodicamente e volentieri, forse con gli anni è anche un po’ come tornare a casa. Fabio, dopo alcuni viaggi in solitaria, si è lasciato coinvolgere da questa passione e il loro primo viaggio insieme si è svolto proprio in Russia. Fra la tante esperienze nel vasto territorio russo, in Worldzapping hanno deciso di includere l’emozionante viaggio in Transiberiana: oltre all’attenta descrizione dei paesaggi, colpisce il quadro dei vari incontri realizzati, in particolare la descrizione dei due personaggi principali del racconto: «Ljudmila Ivanovna e Andrej Vladimirovich, la cui vita ricorda in qualche modo proprio quella di Ladyhawke e del suo cavaliere. Sulla porta del loro scompartimento, all’ inizio del vagone, compare un solo cognome, Moiseev. Sono marito e moglie, ma vivono davvero uno strano ménage. Lei lavora di giorno e lui di notte. Trascorrono il tempo in pochi metri quadrati, a strettissimo contatto, ma proprio come i due amanti del film sono destinati a non incontrarsi mai se non ai cambi turno, quando chi finisce sveglia l’altro dopo avergli amorevolmente preparato la colazione. Ljudmila Ivanovna e Andrej Vladimirovich sono provodniki, in servizio sulla linea ferroviaria più lunga del mondo. Lavorare sulla Transiberiana come provodnitsa – o come provodnik, al maschile –, vuol dire essere una via di mezzo tra una hostess, un sergente di ferro e un genitore apprensivo». Un altro piacevole incontro avviene durante il loro viaggio in Armenia, viene introdotto con queste parole: «Nativa di Yerevan. Mentre lo dice gli occhi scuri di Gayane brillano d’orgoglio. É facile farsi contagiare dalla sua passione per la citta. Per i palazzi degli anni Venti, i grandi parchi del centro, i caffe all’ aperto nei dintorni del Teatro dell’Opera, i negozi alla moda di Hyusisayin e di Mesrop Mashtots Poghota. E per il Monte Ararat, simbolo e rimpianto di tutti gli armeni, che ne domina il profilo. É una piacevole serata di giugno, e da più di due ore siamo seduti a chiacchierare sul bordo della fontana di Piazza della Repubblica. […]La ascolto raccontare dei suoi studi all’ Università e penso che anche Gayane e un po’ il simbolo di una nuova generazione. A poco più di vent’anni lavora come redattrice per una rivista femminile locale, e potrebbe vivere a Londra, a Berlino o a New York. Parla un inglese perfetto, un ottimo spagnolo e qualche parola di tedesco. Oltre naturalmente al russo, “che per noi non e neanche una lingua straniera”. É nata dopo il crollo dell’ URSS, e mi racconta di parenti che vivono a Parigi e a Los Angeles. […]È una compagnia interessante, e cosi per l’indomani le propongo di accompagnarmi a nord, al confine con la Georgia, a visitare la Gola del Debed. All’ inizio sembra indecisa, e finisce per accettare solo dopo le mie insistenze […]».

Non vi sveliamo altro per lasciarvi il piacere della lettura e della scoperta. Come scrivono Claudio Visentin e Guido Bosticco (Scuola del Viaggio) nella prefazione del libro: «Dal Burkina Faso alla Transiberiana, da Alice Springs a Catania, da Yerevan a Pechino, il tratto distintivo di questi brevi racconti è la curiosità di leggere una storia dietro un simbolo, di trovare una vita dietro un viso, di scoprire una regola dentro il caos e poi di raccontare tutto ciò con semplicità, senza fronzoli, senza mettersi troppo in mostra: puro spirito di servizio».

Una piacevolissima lettura che siamo molto felici di potervi consigliare.

 

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