Vittorio Sartarelli e la sua cara Trapani…

 Sono venuta a contatto con  la prosa di Vittorio Sartarelli, affermato scrittore trapanese, leggendo il racconto Viaggio in Calabria; mi avevano colpito le parole spese per la mia città di origine, Catanzaro, di cui decantava la spettacolare bellezza dei luoghi;

all’immediata simpatia è seguita la naturale curiosità di conoscere meglio le opere di questo Autore siciliano e grazie alla sua generosa disponibilità ho avuto modo di leggere alcune delle sue pubblicazioni. Per attinenza con i contenuti del nostro sito mi soffermerò in particolare sul suo libro Cara Trapani, pubblicato nel 2007 dalla Casa Editrice Peppe Giuffrè, le cui pubblicazioni hanno come filo conduttore ciò che una frase di Goethe ben sintetizza: «L’Italia senza la Sicilia non lasciacara-trapani immagine nello spirito: la Sicilia è la chiave di tutto. L’intera Sicilia è una dimensione fantastica». Il libro di Sartarelli è dedicato alla sua città di origine, Trapani in cui è nato e a cui è fortemente legato. Ed è così che il racconto della storia e dei luoghi di Trapani si fonde con le suggestioni personali dei mille ricordi legati alla città: tornano gli anni dell’infanzia, della adolescenza, delle prime esperienze lavorative, e con essi la metamorfosi di una città nel corso degli anni. Nella prefazione curata da Elio D’Amico infatti leggiamo: «Sono le emozioni di un uomo che vive la sua vita in simbiosi con quella della città, e con essa e grazie a questa cresce e matura. Ed allora il raccontare la città si identifica con il raccontare sé stesso; significa appropriarsi del palpito che emana dai palazzi, dalle botteghe odorose, di rumori che provengono dalla case e filtrarli attraverso la propria storia, il proprio vissuto».

Ma Sartarelli parte da lontano, dalle origini di Trapani, rievoca il grande viaggio di Virgilio che per sincerarsi del realismo della sua opera compì a ritroso tutto il viaggio di Enea che passò dalle coste trapanesi ben due volte; l’autore ricorda a questo punto i seguenti versi dell’Eneide, tratti dal terzo libro: «Di qui il porto di Drepano, la spiaggia che mai mi rallegra, m’accoglie. Qui, tormentato da tante tempeste del mare, ahi, perdo il padre, conforto di tutti gli affanni, perdo Anchise. Qui, padre caro, mi lasci, scorato, o inutilmente sottratto a tanti pericoli». Nel quinto libro altri versi di Virgilio sono dedicati a questa terra, quando Enea fuggì da Didone e tornò a Drepano per celebrare «con giochi grandiosi la memoria del padre». A ricordo di questo passaggio e della celebrazione di questi giochi, in località Pizzolungo, sul litorale trapanese, è stata collocata una stele di marmo, la stele d’Anchise, di cui l’autore include una foto, una delle tante immagini presenti nel libro per illustrare quanto viene descritto. L’autore ci racconta Trapani nel corso della storia, dalle origini ai giorni nostri e destano molta attenzione anche le pagine più personali, lì dove ci si accorge che il racconto di una città non può essere disgiunto dal racconto della vita di trapani___centro_storico2_by_cyrus83-d50vbkvchi la abita e la vive nelle diverse fasi della propria esistenza; per esempio narrando le prime esperienze lavorative (legate al modo del giornalismo prima di intraprendere una carriera in banca) Sartorelli scrive: «Assieme al ricordo dei fatti, torna il ricordo dei luoghi, ancora una volta in Via Garibaldi: lì si trovava la tipografia nella quale si stampava il giornale e nella quale passavo molte ore durante la settimana. La vecchia “Tipografia Corrao”, un’altra istituzione per Trapani, là dove si stampavano gli altri giornali cittadini editi in quel periodo, si trovava a due passi dalla casa che era stata di mia nonna e a due passi dalla bellissima e ieratica Chiesa dell’Itria. Non è solo la storia che si ripete, ma anche, e soprattutto, la vita degli uomini; del resto, anche la redazione del mio giornale si trovava poco distante, tornavo in quei luoghi che avevo frequentato nell’infanzia e nell’adolescenza, ricchi di ricordi e d’affetti».

Sartarelli ci ricorda nelle sue pagine anche il “Luglio Musicale Trapanese”, la stagione lirica estiva  presso il teatro all’aperto di Villa Margherita, evento che si ripete da ormai più di cinquant’anni, come spiega l’autore, «l’unico spettacolo all’aperto sopravvissuto nei tempi», «un’Istituzione cara ai Trapanesi».

Cara Trapani…, la cui lettura è davvero scorrevole e piacevole, si rivela dunque un’utile guida per chi vuole andare alla scoperta della città e sicuramente, come suggerisce Elio D’Amico nella Prefazione, non può non essere  particolarmente apprezzato dai lettori trapanesi «poiché essi soli possono comprendere a fondo le emozioni vissute e raccontate dall’autore; ma il lettore trapanese non si potrà limitare a recepire freddamente quanto esposto: farà proprie le emozioni dell’autore, poiché esso stesso, da uomo qualunque, avrà vissuto le stesse emozioni, anche se con altri punti di riferimento».

 

 

Annunci

Lascia un commento

Inserisci i tuoi dati qui sotto o clicca su un'icona per effettuare l'accesso:

Logo WordPress.com

Stai commentando usando il tuo account WordPress.com. Chiudi sessione / Modifica )

Foto Twitter

Stai commentando usando il tuo account Twitter. Chiudi sessione / Modifica )

Foto di Facebook

Stai commentando usando il tuo account Facebook. Chiudi sessione / Modifica )

Google+ photo

Stai commentando usando il tuo account Google+. Chiudi sessione / Modifica )

Connessione a %s...