In volo: Milano, Lodi e Torino nei racconti di Carla Pirovano

«Milano, Milano da bere, cocktail di fiele e cianuro! Ode alla tua metropolitana, che porta anche il più timido a socializzare con il prossimo e che costringe il misantropo al contatto umano. Frettolosi animali dall’anima perduta vengono fagocitati da una scala mobile: io sono con loro e, controvoglia, lascio che questa corrente antisociale mi trasporti, in nome di un fantomatico dovere. Comprimo il mio essere in un piccolo spazio, affinché sopravviva all’occhio indiscreto del mondo, perché non si confonda e non vada perduto, nell’anonima schiera di replicanti dello spot».

Questo brano è tratto dal racconto «Anonimo metropolitano» con cui Carla Pirovano, giornalista pubblicista che collabora dal 2005 con “Il Cittadino” e “Il Melegnanese”, occupandosi in particolare di cultura,  ha vinto il In_volo_copertina_def_600concorso letterario “Parole in libertà” indetto dall’Associazione Il Salotto di Milano.

Dopo aver letto le pagine di Carla Pirovano,  lo sguardo si posa con rinnovata curiosità sulle persone e si riconquista una consapevolezza che forse era andata perduta: anche la semplice attività dell’osservare può aprire nuovi scenari e regalare le emozioni di un incontro o di una scoperta. La distratta indifferenza per ciò che ci circonda può non appartenerci se si mantiene intatta e viva la sana curiosità per l’altro; ci si sorprende così a immaginare storie, a creare racconti: la fantasia prende proprio il volo. Questo è stato l’effetto immediato della lettura di In volo (Gemini Grafica,2014), una raccolta di racconti che Carla Pirovano ha scritto nell’arco di un decennio e che presenta come sfondo ideale le città di Milano, Lodi e Torino. Le abbiamo chiesto di spiegarci il legame con questi luoghi e siamo molto lieti di potervi proporre qui di seguito quanto l’autrice ci ha raccontato:

«Ogni scrittore finisce inevitabilmente per parlare di qualcosa che conosce: se non di luoghi o persone reali, almeno dei propri sogni. Quando ho scritto “In volo”, volevo raccontare, seppure in modo figurato, di esperienze ed incontri fatti in una vita e di luoghi che per me sono stati importanti.

L’ambientazione prevalente delle mie storie è la città di Milano, dove sono nata e cresciuta, ed in particolare quelle zone dove ho spesso camminato e che posso rivedere nella mente anche a distanza, con i loro incroci di vie e viuzze e le insegne dei negozi. Milano l’ho sempre amata, in un modo un po’ tormentato e contraddittorio, pur non vivendoci ormai da anni. Per me è sempre stata la città dell’incontro, tra persone ma anche tra culture, dove poter trovare stimoli che la provincia non offre, come un cinema d’essai in cui andare a vedere vecchissimi film ancora pieni di fascino. Milano è stata ed è, anche la città del lavoro, la meta giornaliera di tanti pendolari che dall’hinterland prendono treni e metropolitane per recarsi in ufficio in fabbrica.

Questo viaggio quotidiano è a volte motivo di esperienze surreali, buffe o tragiche, che hanno ispirato molte delle mie storie. Il racconto dove più mi sono divertita a descrivere Milano, nelle sue contraddizioni, è sicuramente “Penna d’Oca”, dove la città, ed in particolare quella storica, fatta di alberghi dall’aria ottocentesca o di luoghi suggestivi come il Cimitero Monumentale, diventa lo scenario di un curioso giallo. Sono in fondo questi gli angoli di Milano che preferisco, dove il senso della continuità, attraverso il bello delle architetture, prevale sulla fretta quotidiana e sui temporary store, che oggi ci sono e tra due giorni saranno altrove.

A Lodi, invece, ho ambientato un altro racconto.

Questa cittadina, che dista pochissimi chilometri da Milano, ripropone con la struttura del suo centro quell’atmosfera di continuità tra l’antico e il moderno che già avevo amato in alcuni luoghi di Milano. Con l’aggiunta, però, di un briciolo di calma in più. Passeggiare la sera a Lodi tra una viuzza e l’altra, tra i suoi caffé e le sue boutique, può regalarti un momento di romanticismo e di eleganza anche se sei sola o tutt’al più con un’amica. A volte, quando i principi azzurri latitano, come nel racconto “Proprio tu”, basta un luogo evocativo e “magico” come la piazza di Lodi per continuare a sognare e sperare che il futuro regali qualche emozione positiva in più.

Torino, l’ultima tappa del viaggio narrativo di “In volo”, viene citata due volte: in “Penna d’Oca” è il punto di partenza per un surreale viaggio a Milano, in “Dentro e fuori” lo scenario di una storia d’amore in boccio, piena di ripensamenti e di contraddizioni. Conosco il centro di Torino quasi meglio di quello di Milano. Ci ho vissuto per un anno e per esplorarne ogni anfratto ho fatto moltissimi chilometri a piedi. Il fascino antico di questa città per me non ha quasi uguali. E’ stata la capitale d’Italia e in molti luoghi del suo centro sembra che il tempo si sia fermato quando i Savoia sono stati esiliati o forse anche prima, quando l’allora principe Umberto l’abitò negli anni Venti. Una serata in una Piazza Castello illuminata è come un viaggio a ritroso nel tempo: se si guarda Palazzo Reale e si danno le spalle a via Roma, da un momento all’altro si può avere la sensazione di attendere l’uscita della carrozza di un re o di una principessa che cerca svago ad un ballo. Di Torino mi piace molto anche la struttura ortogonale, le strade ampie e lunghe, che, guardate dall’alto, richiamano il “castrum” romano che la città è stata in origine. Il senso di ordine che ne deriva mi ha sempre rassicurato. C’è però anche una Torino moderna, che ha raccolto la sfida olimpica del 2006 puntando molto sulla cultura: la “città della Fiat”, come viene etichettata in modo riduttivo da alcuni, organizza infatti moltissimi eventi, come mostre, presentazioni di libri e concerti. Basta inoltre fare un salto al Lingotto per visitare la Pinacoteca Umberto e Marella Agnelli per capire che con la Fiat, oltre al lavoro, all’indotto economico e alle lotte sindacali, sono arrivati a Torino anche capolavori di una bellezza inestimabile, una preziosissima ricchezza per la città che li ospita. In ultimo mi sento anche di citare una Torino magica, misteriosa, a tratti inquietante, di cui ho respirato in piccola parte l’atmosfera passeggiando per via Barbaroux o guardando le vetrine delle librerie di Piazza Statuto che espongono libri esoterici. Un aspetto della città di cui si parla in molti testi, ma che mi ha sempre fatto un po’ paura e che per questo non ho mai voluto indagare troppo. Torino, inoltre, è piena di musei straordinari, da quello del Risorgimento a quello del Cinema ed è, a mio avviso, una di quelle città italiane in cui basta percorrere pochissimi metri per fare un vero e proprio viaggio nella storia della nostra nazione».

Informazioni bibliografiche:

Titolo del Libro: In volo

Autore: Carla Pirovano

Editore: Gemini Grafica Editrice

Data di Pubblicazione: febbraio 2014

ISBN-13: 978-88-97742-20-3

€ 12,00

Per l’immagine di copertina, TRAM Milano, ringraziamo l’Artista Rosario Capuana e l’Associazione Culturale IoArte: 

http://www.ioarte.org/artisti/Rosario-Capuana/

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