Verso Santiago. In Spagna con Cees Nooteboom

«Non è dimostrabile, eppure io ci credo: nel mondo ci sono luoghi in cui un arrivo o una partenza vengono misteriosamente moltiplicati dai sentimenti di quanti nello stesso luogo sono arrivati o da lì ripartiti», con queste parole inizia Verso Santiago. Itinerari spagnoli (pubblicato da Feltrinelli) di Cees Nooteboom, un libro che accompagna il lettore alla scoperta della Spagna meno nota e meno turistica, perché, come spiega lo stesso autore, «chi ha percorso solo le tappe obbligate non ha visto la vera Spagna. Chi non ha mai provato a perdersi negl’ intricati labirinti della sua storia non conosce la terra in cui viaggia».

La Spagna rappresenta per Nooteboom uno stupore senza fine. In giovinezza si era convinto diitinerari spagnoli aver trovato in Italia lo splendore mediterraneo tanto desiderato ma presto si accorse che proprio la vita aspra e il paesaggio a volte arido della Spagna gli erano più affini: la Spagna con i suoi angoli più nascosti e le sue distese senza fine rappresentavano il terreno di sfida e di conquista, il carattere e il paesaggio spagnoli corrispondevano a parti consapevoli e inconsapevoli dell’autore. La passione di Nooteboom per la Spagna è espressa nelle pagine introduttive e ribadita in quelle finali: «Raccoglimento, potrebbe significare anche questo, che ti addentri sempre più e anche se le strade portano a sud o a ovest, hai l’impressione di penetrare sempre più a fondo nell’anima di un paese, e che lì si trovi qualcosa che non c’è in nessun altro paese, e sì che hai viaggiato. Questa storia dura da quarant’anni, e, assieme alla scrittura, è la CeesNooteboom-credit-Simone-Sassen1linea più costante della mia vita. Ed è una sensazione fisica: ogni anno senza il vuoto di questo paese, senza i colori della terra e delle rocce, è un anno perduto». Con Nooteboom attraversiamo l’Aragona e raggiungiamo Soria, visitiamo Segovia, esploriamo la Navarra e le Asturie e nelle pagine del suo viaggio l’autore racconta la storia dei luoghi e delle persone. Particolarmente interessante il capitolo Sulle orme di Don Chisciotte. Un viaggio sulle stradeMolinos de viento. Consuegra. Toledo della Mancha in cui l’autore ci fa notare come Cervantes sia diventato più nebuloso del suo eroe: «Tutti sanno che aspetto avesse Don Chisciotte, che pure non è mai esistito, mentre del suo inventore non abbiamo un ritratto sicuro. […] Lo scrittore diventa invenzione, mentre i personaggi sono veri; vedendo le innumerevoli immagini del Cavaliere e del suo scudiero in tutti quei luoghi reali in cui si svolsero le loro avventure inesistenti, non ne dubiti neppure per un secondo».

Nooteboom parte da Madrid per La Mancha: chi segue le orme del Cavaliere e del suo Scudiero, il pellegrino letterario, non ha molto da cercare, vi è la Ruta de Don Quijote che segnala le località nominate nell’Opera di Cervantes, «agli incroci sono perfino riportati i passi del LIBRO, tanto che alla fine non si sa più se si viaggia in un’opera letteraria o nel mondo reale».

E, come sempre nei libri di viaggio di Nooteboom, elevate e ispiranti sono le sue definizioni sul viaggiare che, in questo caso, troviamo verso la parte finale del libro: «Ancora una volta voglio dunque compiereCees Nootebom questo viaggio, e anche ora so che non riuscirò ad andarci direttamente, che viaggio per me non può mai significare altro che digressione, l’eterno labirinto che il viaggiatore si costruisce lasciandosi sedurre ogni volta da una deviazione e dalla deviazione della deviazione, dal mistero del nome sconosciuto sulla guida, dal profilo del castello in lontananza cui non porta quasi nessuna strada, da quello che potrebbe esserci dietro la prossima collina o montagna».

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2 commenti

  1. Ho letto questo libro qualche anno fa, e diventare il lettore di un Notebaum, mi piace la tua descrizione. 🙂

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