Aspettando il Nobel. In Kenya con Ngūgī wa Thiong’o

In partenza per il Kenya? Fra le letture legate alla destinazione avrete sicuramente previsto La mia Africa di Karen Blixen e i vari romanzi di Hemingway ambientati in Kenya. Ma forse vi manca l’opera di un autore kenyota e, se così fosse, vi suggeriamo di portare con voi anche i libri di Ngūgī wa Thiong’o, narratore in odor di Nobel da qualche anno, uno dei maggiori esponenti della letteratura africana. 

In un articolo pubblicato il 27 gennaio 2001 sul Corriere della Sera Claudio Magris ha scritto: «Ngūgī wa Thiong’o è uno scrittore che coopera a “spostare il centro del mondo”, come dice il titolo di un suo libro. È ciò che fa ogni vero scrittore, cogliendo l’universalità nell’angolo più appartato e trasformando la periferia più remota in un teatro in cui si gioca il destino dell’uomo[…]La sua opera è un’armoniosa sintesi di cultura occidentale e cultura africana […] Egli è soprattutto un possente scrittore epico, capace di raccontare la vita e la morte; anche per merito suo l’Africa, questa zona d’ombra del nostro mondo e della nostra coscienza, entra concretamente nel nostro immaginario e dunque nella nostra realtà, diventa un po’ una nostra patria».

ngugi

Nel 2015 la casa editrice Quarup ha pubblicato Un matrimonio benedetto, una raccolta di racconti  in cui l’abilità letteraria e l’ironia di questo scrittore africano emergono fortemente.

Autore di diversi romanzi in inglese negli anni Sessanta, Ngūgī wa Thiong’o nel 1977 fu arrestato per avere espresso opinioni critiche nei confronti delle disuguaglianze  nella società kenyota. Durante il periodo di carcere decise di abbandonare l’inglese per la narrativa, iniziando a scrivere in gikuyu (Ngūgī wa Thiong’o nato kikuyu, fu battezzato cristiano). Dopo essere stato liberato, lo scrittore si trasferì negli Stati Uniti dove ancora oggi vive insegnando letteratura comparata presso la University of California.

Leggendo questi racconti ci si rende conto di quanto il quotidiano, in Kenya, sia scandito dalla natura che circonda i protagonisti:  l’albero sacro ai kikuyu, ovvero l’albero di Mugumu, è una presenza costante e fondamentale per la società.  Muto, possente e misterioso, è lì a disposizione per i riti sacri con cui avere la meglio sul nemico o evocare la pioggia. E la natura, con tutta la sua forza, riesce ad incidere in maniera determinante sui personaggi, per esempio, ha un profondo effetto benefico su Mukami, protagonista del racconto Mugumo:

«Il sole sorgeva e grandi lame di luce giallo oro penetravano attraverso la boscaglia e raggiungevano il luogo in cui si trovava Mukami, seduta contro il tronco dell’albero. Non appena i raggi di luce dardeggianti toccarono la sua pelle, lei provò una sensazione piacevole che le attraversò tutto il corpo. Il sangue riprese a scorrerle nelle vene e oh! sentì caldo, tanto caldo e insieme gioia e leggerezza. La sua anima danzava e il suo ventre seguiva il ritmo […]».

La natura provoca lo stesso effetto anche su Nyokabi, protagonista del racconto Cadde la pioggia:

«[…] una piacevole sensazione la attraversò appena le prime rade gocce toccarono la sua pelle. Sì! Le prime benedette gocce di pioggia ebbero un effetto calmante su di lei, che si sentì finalmente in grado di spalancare il suo freddo cuore alla fredda pioggia […]».

La stessa natura provoca però anche povertà, miseria, fame: «Mamma ti prego dammi qualcosa0f74edf2-92e4-4eba-8cec-267ef9eaf992_xl da mangiare», una frase che pronunciata da uno dei nostri bimbi quasi suona come un capriccio, ma pronunciata dal bimbo del racconto Siccità assassina, diventa una struggente pugnalata. E se ci si mette nei panni della madre, l’empatia diventa devastante. Il bimbo ha ancora la speranza che la mamma possa risolvere, la mamma ha la consapevolezza di non aver più nulla per lui, di aver finito anche l’ultimo grammo di farina.

Ngūgī wa Thiong’o commuove, emoziona, induce a riflettere. Racconta gli uomini e le donne del suo paese, i primi rappresentanti della resa agli Europei, le seconde legate alla propria terra con orgoglio e fierezza innata.

Una lettura necessaria per chi ama il Kenya e la sua gente. Una lettura per rispettare in maniera completa questa terra che per noi visitatori è spesso sinonimo di safari, natura, spensieratezza.

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3 commenti

  1. …in Kenya la natura scandisce il ritmo della vita…….belle queste parole.
    Sei una fonte inesauribile di notizie…..brava Manu!!
    Ciao……:)

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