Alla scoperta di Fiskardo, un “luogo dell’anima”. Appunti di diario

Vi sono luoghi che appartengono all’immaginario e chissà, forse proprio per questo, non avverti la necessità di andare alla loro scoperta. È ovviamente solo un’opinione che però trae origine da una suggestione molto forte. Sono a Cefalonia, nel Nord dell’isola. Esattamente mi trovo a Fiskardo e da qui riesco a scorgere Itaca. Sono di tale intensità le sensazioni che provo qui a Fiskardo da non avvertire la necessità di spostarmi, di esplorare. Lo farò in futuro. Un giorno andrò anche a Metaxata, dall’altra parte di Cefalonia, per visitare i luoghi di Lord Byron che soggiornò sull’isola nel 1823, per alcuni mesi. Non questa volta. Questa volta non mi lascio cogliere dalla frenesia e decido di trascorrere una vacanza breve e statica.

Non attraverserò neanche il mare per raggiungere Itaca e dunque non andrò alla scoperta di Itaca. Il perché di questa decisione ha radici lontane: fuggito da Samo, Pitagora scelse Crotone per fondare la sua scuola di filosofia. Oggi Crotone, non a torto, si definisce la città di Pitagora, ma quando la vidi per la prima volta, diversi anni fa, rimasi fortemente delusa e proprio non riuscii a identificarla con questo luogo storicamente così suggestivo.  Itaca, più di Crotone, è per me un luogo reale che appartiene completamente al mito; vorrei continuare a immaginarla così come l’ho sempre immaginata, sin dall’infanzia. Voglio custodire il ricordo creato dalla mia immaginazione. Itaca rimarrà lì. Ed io, se vorrò scorgerla ancora, dovrò tornare a Fiskardo.

Per quanto riguarda Fiskardo invece,  mentre mi affaccio dal terrazzo del mio “studio”, un monolocale con angolo cottura, e scorgo questo splendido mare, avverto che  è proprio un luogo dell’anima, definizione che appartiene al giornalista e scrittore Fabrizio Falconi. Non avendo perso la mia abitudine di cercare un autore per ogni luogo, o forse in questo caso vale il contrario, un luogo per ogni autore, sono proprio alcuni libri di Fabrizio Falconi ad accompagnarmi in questo mio breve viaggio, in particolare i volumi Dieci luoghi dell’anima e Il giorno più bello per incontrarti . La lettura di questi libri è iniziata però dopo il mio primo incontro con Fiskardo, dunque non sono stata né suggestionata, né influenzata, piuttosto le mie impressioni hanno trovato conferma nelle parole di Falconi. 

La descrizione dettagliata di Fiskardo è inclusa nel volume Dieci luoghi dell’anima (Cantagalli editore), in cui l’autore scrive:

«Lo Ionio è diverso da tutti gli altri mari. Forse per via del blu. Sono le schiere di navi passate dalla notte dei secoli che, lasciando tracce impercettibili, hanno reso questo colore più denso, oleoso? O forse è per causa del contrasto con il particolare verde di pini e cipressi delle isole?

La terra si è aperta un’infinità di volte, da queste parti: terrificanti sismi, bombardamenti a tappeto. Eppure, il dito puntato verso il Nord di Cefalonia, quello non è stato mai toccato. Quando l’aereo di linea la sorvola, l’isola si svela per essere proprio come la forma di una mano bruna distesa nel blu, e il promontorio di Fiskardo nient’altro che il suo dito indice […]

La litania dei nomi dei luoghi che si susseguono lungo le strade deserte è suadente: Argostoli, Dilinata, Divarata, Anomeria, Assos, Vassilikades, Tsamarellata, Ventourata. Nomi caramellati, di zucchero. Sono perlopiù villaggi addossati sul fianco della montagna che scende rapida nel mare. Questo angolo di Ionio così speciale, scaturigine di mille leggende, di ogni possibile narrazione metaforica, fonte, destino della civiltà d’occidente. Di fronte a Cefalonia si staglia infatti Itaca. Isole gemelle separate da un breve braccio di mare. Odysseus e Paolo di Tarso. Sebastiano Venier e Roberto il Guiscardo […] 

Sull’isola, la strada verso Nord sale e scende, accarezzando il mare, la cui vista da questo lato si perde. È una carrettiera a rapide curve pericolose, ostruita da rallentamenti di vecchi camion con motori esausti che si arrampicano senza costrutto su e giù, fino a dove l’asfalto riesce ad arrivare.

 

 

A metà del percorso c’è una grande spiaggia, immensa, che si vede dall’alto, chiamata Myrtos, dove l’acqua per qualche strana magia dei fondali, appare splendidamente turchese. Nei dintorni soltanto qualche chiosco con le finestre sbarrate da assi di legno, la stagione dei turisti non è ancora arrivata, ma il sole è tambureggiante, e le bouganville già sono in fiore. Punto dritto verso quel nome: Fiskardo. 

Mano a mano che il dito si allunga nel mare la strada diventa dolce e i saliscendi meno severi […] Continuo a guidare, nel silenzio. Non incontro più nessuno, nemmeno un’auto fino a Fiskardo […]

Arrivo al paese, ammaliato dalla dolcezza del verde: sono quasi le sei, ma il sole è ancora alto, la luce piena, generosa. Parcheggio alla periferia del villaggio, scendo le scale di fianco alla chiesa, mi ritrovo subito sul lungomare. È raro un clima così quieto, l’aria immobile. Odore di rosmarino e di salsedine. La fila dei palazzi veneziani, le poche botteghe, i tavoli di un ristorante, le reti dei pescatori, le barche in rimessa».

Fra i tanti luoghi menzionati ne Il giorno più bello per incontrarti (Fazi Editore), l’altro lavoro di Falconi che ho portato con me, Fiskardo riveste un ruolo determinante per uno dei due protagonisti; qui non svelo nulla, né aggiungo dettagli per lasciare il piacere della scoperta a chi volesse leggere il romanzo.

Come scrive Falconi «vi sono luoghi che possiedono capacità di parlare alle anime, proprio alla nostra anima e in quel momento, oltre l’evidente bellezza di un armonico paesaggio, o di un’efficace gradazione di forme e colori». Fiskardo è uno di questi luoghi, contenitore «di voci e di storie che continuano a vivere».

 

Il brano su Fiskardo è tratto da Dieci luoghi dell’anima di Fabrizio Falconi, Cantagalli editore, 2009.

Post di Emanuela Riverso

Le foto realizzate a Fiskardo sono di Emanuela Riverso e Aldo Zambelli.

 

6 commenti

  1. Splendido articolo, luoghi descritti con dettagli che nemmeno un attento osservatore avrebbe potuto percepire, emozionante leggerti.
    Buon pomeriggio Manu… 🙂

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