Il Castello di Benrath, fra finzione e realtà nel romanzo “Effi Briest”

«Una biblioteca della letteratura romanzesca basata sulla scelta più rigorosa – e dovesse anche restringersi a una dozzina di volumi, a dieci, a sei –  non potrebbe essere priva di Effi Briest», così scrive Thomas Mann il giorno di Natale del 1919 a cento anni dalla nascita di Theodor Fontane, l’autore di questo celebre romanzo pubblicato nel 1895. Come in Madame Bovary di Flaubert e in Anna Karenina di Tolstoj, il tema centrale del capolavoro di Fontane è rappresentato dall’adulterio e dal dramma intimo vissuto dalla protagonista Effi. Non tutti sanno che lo scrittore trasse ispirazione da una storia realmente accaduta in quegli anni e che si svolse proprio nel Castello di Benrath, a Düsseldorf.

Con il dovuto distacco che ha permesso allo scrittore di trasformare in storia poetica la cronaca, Fontane raccontò nel romanzo le vicende della baronessa Else von Ardenne, la vera Effi Briest, come ebbe modo di sottolineare più volte lo scrittore.

Si chiacchierò molto di Else nei salotti della metà degli anni Ottanta dell’Ottocento, proprio mentre Tolstoj pubblicava La sonata a Kreutzer. Con suo marito Armand von Ardenne, Else visse in un’ala del  Castello di Benrath dal 1881 al 1884. Qui iniziò a frequentare Emil Hartwich, un giovane giudice di Düsseldorf appassionato di pittura, con cui la giovane donna condivise anche l’amore per il teatro. Anni dopo, quando furono rinvenute alcune compromettenti lettere, Armand con Ardenne sfidò a duello  il suo antagonista che morì quattro giorni dopo per le ferite riportate. Else fu ripudiata dal marito e i figli vennero a lui affidati. Al contrario della protagonista Effi che morì giovane all’età di 29 anni, Else visse fino al 1952 e morì a 98 anni.

Il Castello di Benrath, magnifico edificio del 1770 che nel 1806   ospitò anche il Generale francese Gioacchino Murat, cognato di Napoleone, offre un ricco programma di eventi per adulti e bambini; qualche anno fa si svolgevano anche delle visite guidate curate dalla storica Simone Jawor-Jussen, che ripercorrevano proprio le orme di Elisabeth von Ardenne, confrontando il suo destino con quello della protagonista di uno del romanzi più fortunati della letteratura mondiale.

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