In una favola le origini calabresi della festa di Halloween

Pochi giorni fa, a Catanzaro, è stato presentato il volume Giseppa e il fantasma pasticcione, una favola per Halloween edita da La Rondine Edizioni. Gli autori catanzaresi Leonardo Russo e Nini Mazzei propongono una storia ambientata a Serra San Bruno (VV) nei primi del Novecento: «Giseppa, la notte del 31 ottobre, è molto triste: il giorno seguente, infatti, lascerà per sempre la sua terra per andare con la famiglia in America. Prima di partire si prepara a festeggiare il rito de “lu coccalu”. In quella notte, però, incontra un personaggio veramente speciale che cambierà per sempre la sua vita. È la nascita di una magica amicizia. È l’inizio di Halloween!»

La particolarità di questo libro per ragazzi consiste nel restituire un valore affettivo e familiare ad una ricorrenza che, soprattutto negli ultimi anni, ha assunto un carattere sempre più commerciale. Oltre a ciò il volume propone un’interessante teoria di cui già da tempo si parla, ovvero le origini calabresi della Festa di Halloween. Come l’antropologo Luigi Maria Lombardi Satriani ha spiegato nel volume Il ponte di San Giacomo (vincitore del premio Viareggio per la saggistica, tradotto in molte lingue, scritto con Mariano Meligrana e pubblicato anche da Sellerio), in Calabria tra l’1 e il 2 novembre, vigeva l’usanza di rappresentare il ritorno dei morti svuotando una zucca e inserendovi una candela. Si bussava poi alle porte e si chiedeva un’offerta per l’anima dei morti (questo il rito de “lu coccalu”).

L’antropologo sostiene che parlare oggi di festa americana importata in Italia rappresenta un errore storiografico e culturale e, come ha dichiarato in una interessante intervista rilasciata a Gorgòn Magazine (intervista che vi consigliamo assolutamente di leggere, a cura di Marco Benoit Carbone, “Perché Halloween è anche italiana: le feste dei morti tra tradizioni e modernità), «la presunta importazione dall’America è un viaggio di ritorno della festa, mentre quello di andata è presumibilmente quello che va dal sud Italia agli Stati Uniti».

Dunque la favola Giseppa e il fantasma pasticcione di Leonardo Russo e Nini Mazzei, proposta da La Rondine Edizioni, rappresenta sicuramente un bel modo per ristabilire una verità storica da trasmettere alle nostre giovani generazioni e per rafforzare in loro il senso di appartenenza  e di orgoglio per le proprie origini e radici. Davvero un bel messaggio.

 

 

 

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