Goethe a Kochberg, ospite nel castello di Charlotte von Stein

Goethe giunse a Weimar il 7 novembre del 1775. Già poche settimane dopo il suo arrivo iniziò a frequentare il castello di Kochberg, a circa 30 chilometri da Weimar: qui risiedeva la famiglia von Stein. Con Charlotte von Stein si instaurò da subito un’amicizia particolare, un legame profondo. Un amore corrisposto ma frenato, per questo particolarmente intenso, poetico, celebre.

Nel gennaio 1776 ebbe inizio la fitta corrispondenza fra i due: nonostante si vedessero spesso, il Poeta scriveva anche due volte al giorno all’amata “amica e sorella” Charlotte, rendendola partecipe dei suoi numerosi progetti, interessi, pensieri. Come ricorda Italo Alighiero Chiusano nella sua biografia Vita di Goethe (Rusconi Libri), in quella che è considerata forse la prima lettera di Goethe a Charlotte troviamo le seguenti parole: «Eccoti, attraverso la neve e il gelo, un fiore. Come, attraverso il ghiaccio e le tempeste della vita, il mio amore».  Poco dopo, il Poeta aggiunge :«Forse vengo oggi».

Chiusano spiega: «Perché da allora, nonostante un così fitto carteggio, sarà un continuo correre di Goethe, in ogni momento libero, alla bella e gran casa di Charlotte, davanti alla distesa verde del Giardino all’italiana, o al delizioso castelletto di campagna, a specchio sull’acqua, che i von Stein posseggono a Kochberg e che Goethe disegnerà con amore, alberi e mura, ogni crepa, ogni riflesso. La vicinanza fisica, il colloquio diretto, sommandosi al colloquio epistolare farà sì che i dieci anni 1776-1786 siano quasi un’unione ininterrotta di questi due spiriti».

Goethe dunque frequentò assiduamente questo castello, per nostra fortuna, oggi aperto al pubblico. Nel volume Goethe bei Frau von Stein in Grosskochberg, collana Menschen und Orte della casa editrice tedesca A.B. Fischer, ripercorriamo le stanze, gli ambienti, tutti questi luoghi così amati da Goethe. Brani di lettere e versi poetici proposti accanto alle immagini di Angelika Fischer (qualche anno fa a Lubecca ho assistito ad una bellissima mostra di fotografie da lei realizzate nelle dimore degli scrittori).

Nel volume, ripercorrendo la storia di questo castello, viene spiegato che solo nel 1969, dopo anni di abbandono,  è stata iniziata una grande opera di restauro e di ricostruzione di questi luoghi ricchi di storia, tentando di restare fedeli alle indicazioni ricavate da una mappa catastale del 1869. Dal 1975 tutti gli ambienti sono nuovamente accessibili.

Fra i mobili più preziosi ricordiamo la scrivania sulla quale il poeta soleva lavorare. Qui Goethe annotò con l’inchiostrò le date di alcune sue visite: 6 dicembre 1775, 4 ottobre 1780, 5 novembre 1780.

Sul rapporto di Goethe con Charlotte, Chiusano scrive: «L’amore un giorno finirà, la vicinanza fisica nonché cercata verrà perfino studiosamente evitata per anni, la poesia un giorno fiorirà in Goethe per tutt’altre donne, in tutt’altre occasioni, con tutt’altri toni. Ma la pace, la quiete, l’equilibrio, la maturazione interiore che il rapporto con Charlotte von Stein gli ha dato lo accompagneranno, senza più ricadute, sino alla morte».

 

 

 

 

 

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