A Livorno per l’anteprima del Festival del Viaggio 2018

25 Maggio 2018 –  Si terrà a Livorno l’anteprima del Festival del Viaggio, giunto alla tredicesima edizione e in svolgimento dall’1 al 14 Giugno a Firenze e dal 9 al 16 Giugno a Palermo.

Il prossimo 25 Maggio alle ore 18.00 presso la libreria Feltrinelli di Livorno gli autori Paolo Ciampi e Niccolò Rinaldi con la presentazione di due libri: Il sogno della mappe pubblicato da Ediciclo Editore e  Il giro del mondo in 50 barbieri  proposto da Stampa Alternativa Nuovi Equilibri.
Alle ore 21 presso il caffè letterario Le cicale operose, appuntamento con Isidoro Meli e il suo libro Attia e la guerra dei gobbi, pubblicato da Frassinelli, sul rapimento di Anita Garibaldi.

A proposito dei libri:

Il giro del mondo in 50 barbieri di Niccolò Rinaldi – Si cambiano amanti e mogli, auto e diete, ma sul barbiere siamo conservatori. Ecco perché i viaggiatori saltuari aspettano di tornare a casa piuttosto che sottomettersi a forbici ignote.
Ma come la mettiamo con chi si sposta di continuo per lavoro? È il caso di Niccolò Rinaldi, che in venticinque anni di peregrinazioni per il mondo è entrato nelle botteghe di una cinquantina di barbieri. Da Kabul a San Salvador, da Georgetown a Nyamey, ogni volta è stata un’avventura diversa, un’occasione formidabile per conoscere Paesi e persone.

Il sogno delle mappe di Paolo Ciampi – “Le mappe sono un modo di organizzare la sorpresa”, scriveva Bruce Chatwin. Ci sono i mappamondi su cui ancora oggi i bambini sognano e ci sono i sogni che le mappe dei sentieri alimentano in ogni camminatore, non importa di quale età. Ci sono gli antichi atlanti di un mondo che attendeva di essere scoperto e ci sono le carte che ancora oggi accompagnano il viaggiatore, nell’epoca dei Gps e e di Google Earth. Malgrado le tecnologie digitali e una geografia di cui si vorrebbe fare a meno continuano a sedurre, emozionare, narrare. Le mappe sono la nostra isola del tesoro, e in esse è ancora possibile ritrovare noi stessi e i nostri viaggi.

Attia e la guerra dei gobbi di Isidoro Meli «Io sono Micaela. È nota la mia maestria nelle arti amorose.» «Io sono Attìa, siciliano senza storia e senza dio, ed è nota la mia ammirazione per tali virtù.» «Ci state prendendo in giro?» «Perché dite questo?» «Che razza di nome è Attìa? E il vostro amico come si chiama, ‘Accura’?» «Panc.» «Bene. Ci state davvero prendendo in giro.» «La notte del primo marzo 1860 quattro uomini salparono da Palermo alla volta di Caprera per rapire la donna di Giuseppe Garibaldi. Nessuno di loro aveva progettato il viaggio, né scelto liberamente di prendervi parte: il loro coinvolgimento fu una conseguenza del bizzarro dipanarsi degli eventi. L’ideatore del viaggio si chiamava Francesco Landi, aveva l’appellativo di ‘Generale’, ed era uno dei massimi rappresentanti del potere borbonico in Sicilia. In cambio della liberazione della donna, sosteneva, avrebbero costretto Garibaldi a rinunciare all’impresa dei mille. Questo in teoria. Le cose andarono diversamente. Garibaldi sbarcò a Marsala con mille uomini e conquistò tutta la Sicilia, poi attraversò lo stretto e conquistò il restante regno di Francesco I di Borbone, passando alla storia. I quattro uomini salpati alla volta di Caprera invece non passarono alla storia. Della loro esistenza non v’è traccia da nessuna parte e non esiste un solo libro che accenni in qualche modo alla loro missione, a parte poche pagine del diario di viaggio di uno di loro, il soldato semplice Salvatore Paradiso. Eppure, ai loro tempi erano famosissimi. Le loro gesta ispirarono una canzone che fu un grande successo in tutta la nascente nazione per quindici anni e più, prima di cadere nel dimenticatoio. Evento ancora più bizzarro: la canzone fu scritta prima ancora che i fatti raccontati fossero effettivamente avvenuti. Come se si trattasse del canto di un antico veggente. Quella canzone l’ho scritta io. Facevo il cantastorie, poi sono morto.»

 

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