La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg, un libro di Sandra Petrignani

Natalia Ginzburg nel romanzo La città e la casa scrive: «Uno le case può venderle o cederle ad altri finché vuole, ma le conserva ugualmente per sempre dentro di sé»; ce lo ricorda Sandra Petrignani nel suo libro La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg (pubblicato da Neri Pozza) in cui aggiunge subito dopo: «Ed è vero anche il contrario: le case uno può venderle o cederle quanto gli pare, conserveranno sempre dentro di sé l’impronta del vecchio proprietario. Soprattutto se era uno scrittore».

Rappresenta infatti il modus operandi di Sandra Petrignani visitare, respirare, annusare i luoghi delle scrittrici di cui si occupa e avviene così anche per raccontare Natalia Ginzburg di cui segue le tracce, visita i luoghi e le case per raccogliere informazioni, percepire sensazioni e restituirci, con questo lavoro, il ritratto di una donna davvero speciale: un’eccezionale figura tenace e combattiva, che con la sua vita ha percorso tutte le tappe del Novecento italiano.

In un periodo di profonda nostalgia, dovuta alla lontananza, Natalia Ginzburg riferendosi all’Italia ha scritto: «un Paese dove regna il disordine, il cinismo, l’incompetenza, la confusione. E tuttavia, per le strade, si sente circolare l’intelligenza». Sandra Petrignani a questo punto osserva: «Non si è lei, Natalia, sempre rappresentata come incompetente e confusa? E questa incompetente confusionaria da dove prende il coraggio per giudicare e criticare il potente mondo degli uomini? Da quell’altra intelligenza che “scalda il cuore e consola”, quella dell’universo femminile e materno, della fantasia e della creatività. […] Come le ha insegnato Proust è la stessa intelligenza che sa cogliere il ritmo insieme triste e felice, glorioso e solenne del passare del tempo, e che sa fare letteratura con l’immenso edificio del ricordo».

Leggendo le prime pagine di Sandra Petrignani mi sono chiesta perché questo lavoro su Natalia Ginzburg arrivi dopo la pubblicazione di tanti libri dedicati a grandi scrittrici del Novecento (mi riferisco per esempio a La scrittrice abita qui e a Marguerite, entrambi pubblicati da Neri Pozza) nonostante, come scopro all’inizio del libro, una conoscenza diretta con “Nat” e nonostante sin dai suoi primi passi nel mondo della letteratura, l’autrice abbia chiaro che Natalia Ginzburg sia la Storia «perché quando Leone, Einaudi e Pavese rendevano quella casa editrice grande e unica dentro e contro il fascismo, lei c’era già».

Ma procedendo con la lettura mi sono data presto una risposta. Questo lavoro di Sandra Petrignani è da definirsi monumentale: riuscire a ricostruire la vita di Natalia Ginzburg e insieme a lei quella della Cultura italiana tutta del Novecento, ha richiesto l’organizzazione di tante informazioni che confluiscono in maniera fluida, chiara, omogena in questo prezioso testo. Se fossi un’insegnante di Liceo proporrei La corsara come testo di riferimento per un lavoro sì monografico, ma polifonico: raccontare Natalia Ginzburg vuol dire infatti dare voce a Cesare Pavese, Italo Calvino, Giulio Einaudi, Cesare Garboli, Leone Ginzburg, Elsa Morante, Alberto Moravia, per citare solo alcuni dei grandi protagonisti della nostra letteratura che si incontrano pagina dopo pagina, rendendo questo stesso libro efficace strumento per definire e suggerire altri e nuovi percorsi di lettura.

L’incontro con Natalia Ginzburg poteva essere raccontato prima, certo, ma per ottenere questo racconto sulla Ginzburg era necessario che altri lavori lo precedessero e possiamo riconoscere nei libri che Sandra Petrignani ci ha regalato negli ultimi anni le tappe di un percorso, forse già tracciato, per arrivare finalmente (o di nuovo?) a Natalia Ginzburg.

Non credo affatto che chi si occupi di biografie voglia raccontare qualcosa di se stesso anzi, secondo me, è proprio l’opposto: forse si dichiara apertamente ciò che non si è. Ugualmente penso che per scrivere biografie, così come le propone Sandra Petrignani, siano necessarie la consapevolezza e l’esperienza che solo con il tempo si possono conquistare e forse per questo il libro dedicato a Natalia Ginzburg, da sempre nel destino di Sandra Petrignani, arriva a noi, inconsapevoli lettori, “solo adesso”.

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