Theodor Fontane, libri ed eventi in attesa del Bicentenario

Nel 2019 si festeggeranno i 200 anni dalla nascita di Theodor Fontane, il poeta e scrittore tedesco noto soprattutto per il suo romanzo Effi Briest. Nel corso del 2018 ci sono già diversi eventi che riguardano Fontane, nato il 30 Dicembre 1819 a Nueruppin e morto a Berlino il 20 Settembre 1898.  In questo post ricordiamo alcuni appuntamenti e segnaliamo dei bei volumi reperibili in italiano: 

theodor-fontane-187923 Settembre, 29 Settembre, 27 Ottobre – In Germania, nella località di Paretz ( a circa 40 km da Berlino) che Fontane ebbe modo di visitare fra il 1861 e il 1870 e che descrisse in alcuni suoi scritti, alcuni giorni saranno dedicati alla scoperta di questi luoghi ricordando vita e opere dell’autore.

Dal 10 Novembre 2018 al 24 Marzo 2019 – Il pittore berlinese Manfred Pietsch ha ripercorso i luoghi del Brandeburgo raccontati da Fontane e ha restituito in immagini attuali le parole dello scrittore. La mostra Pietsch incontra Fontane. Pittura e Letteratura  si svolgerà a Lübbenau (a 80 km circa da Berlino), presso il Museo Spreewald.

4 Dicembre 2018 – A Lübben (solo pochi km da Lübbenau) presso il Castello (Schloss Lübben) l’appuntamento “Natale in casa Fontane” che, fra letture sulla vita dello scrittore, canti natalizi e brani di musica eseguiti al pianoforte, vuole regalare ai partecipanti un pomeriggio di suggestioni natalizie.

30 Dicembre 2018 – A Burg (Spreewald) in occasione dei 199 anni dalla nascita dello scrittore, un compleanno speciale festeggiato con una passeggiata sulle tracce dello scrittore e la lettura di alcuni brani tratti dal suo volume Viaggio per la Scozia

Theodor Fontane pubblicò Effi Briest nel 1894 ma prima di portare a termine il suo capolavoro si è dedicato alla stesura di diverse opere. Qui segnaliamo le interessanti pubblicazioni proposte dalla casa editrice Santi Quaranta:

Viaggio attraverso la Scozia – «Theodor Fontane compie, nell’estate del 1858, un viaggio attraverso la suggestiva terraViaggio_attraverso_la_Scozia di Scozia, che racconta qui con quella sua lingua signorile e familiare, amabile e lievemente ironica. Il cuore e gli occhi del grande scrittore tedesco indugiano soprattutto su Edimburgo, ma anche su Linlithgow, Stirling, Perth, Inverness e Oban; Fontane tocca le corde più alte nella bellissima storia riguardante La Dama del Lago. Sempre accompagnato dal fedele amico Bernhard von Lepel al quale dedica il libro, visita la brughiera di Culloden Moor, l’abbazia di Melrose, le isolette di Staffa e di Iona; Abbotsford, la dimora-castello di Walter Scott, e tanti altri luoghi, terre e laghi scozzesi. Naturalmente s’interessa alle “case abitate dagli spettri”.

La memoria si manifesta sobria, senza enfasi, attraversata da uno humour sottile e costante; Fontane ritrae una realtà con lo sguardo, penetrandola e dilatandola poi con la forza di un’osservazione profonda, ma anche con gustosi aneddoti storici e di costume. Una psicologia sapienziale dipinge le anime, gli interni dei gruppi e la vita quotidiana della gente.

Quest’opera – sostiene l’autorevole germanista Giuseppe Bevilacqua – «si distende in un periodare agiato e pastoso, in cui l’erudizione storica perde ogni aridezza trapassando nella pittura d’ambiente e di paesaggio, di grandi linee, ma con particolari di impressionistica freschezza». Viaggio attraverso la Scozia si snoda, nell’insieme, come un itinerario minuzioso e poliedrico, che delinea non solo la realtà ambientale e i paesaggi, ma pure l’arte e la storia. Si tratta della più bella “guida” esistente sulla Scozia, che esce ora in seconda edizione.

Infanzia_sul_Baltico Infanzia sul Baltico –  «Si presenta lento e sornione; agli inizi sembra attardarsi sul presunto albero genealogico della famiglia, su cose quotidiane, invece il colpo d’occhio di Fontane si dilata per tessere: “Un affresco dell’epoca; il ritratto di una cittadina sul Baltico (Swineimunde non lontana da Stettino) nel primo trentennio dell’Ottocento e, insieme, di una famiglia, quella dei miei genitori, appartenente alla colonia degli immigrati francesi, ancora pienamente permeata dalle tradizioni dei rifugiati”, come egli scrive nel Prologo.

Il grande narratore tedesco si sofferma sulla “vita in casa e in città”, sulla “nostra educazione”, sulla “scuola e ciò che si imparava”, sui “giochi in casa e all’aperto, in riva al fiume e sulla spiaggia”, ma anche su “quello che avveniva nel mondo”. Infanzia sul Baltico si distingue nettamente da rievocazioni narrative consimili perché Fontane evita ogni tono oleografico o nostalgico, imprimendo alla sua controllata liricità un timbro scabro e incisivo. La sua scrittura è realistica e minuziosa, perfino caparbia e, contemporaneamente, è penetrata da una sottile allegria. Una sorta di humor “berlinese” doppia da capo a fondo questo “romanzo autobiografico”, che in certe pagine potrebbe avere la “materialità” del brogliaccio, tramutando l’insieme in un’opera deliziosa e bellissima».

L’aria di Berlino – «Svagato e meticoloso, accattivante e ironico “l’apprendista” della farmacia Rose di vial_aria_di_Berlino Spandau, a Berlino, si è prefissato di tessere le sue “memorie dai venti ai trent’anni”. Fontane, oltre a ricordare la sua giovinezza, attraversa la temperie culturale della capitale prussiana, negli anni a metà dell’Ottocento, soprattutto l’esperienza dei circoli letterari, indugiando sul sodalizio del Tunnel, cui egli partecipò intensamente: ma tocca anche la vita sociale e gli avvenimenti politici dell’epoca.

Il grande scrittore tedesco penetra gli uomini-letterati, tra i quali spicca Theodor Storm, secondo una psicologia diretta e umanissima; riflette, e giudica la storia “piccola e grande”, la stessa insurrezione del 18 marzo 1848, con l’occhio dell’acuto osservatore disincantato e sornione. Fontane conosce la vita e la ritrae con quella sua splendida felicità narrativa che muove e trasforma persone, ambienti e fatti secondo una logica lontana da schematismi e ideologie: per lui “conservatore”, la storia è una vasta esperienza contraddittoria e ambigua, ricca e misteriosa, che occorre esplorare con distacco e ironia, senza retorica.

Grazie alla sua arguzia, tende naturalmente al ritratto, reso in maniera chiaroscurale; esso è affabile, talvolta esilarante, anche se il contesto può essere drammatico, come nel meraviglioso e simpatico “bozzetto” dello zio August; ma Fontane è anche un narratore itinerante di anime, luoghi e città mostrando un particolare affetto per Lipsia e Dresda. La sua narrativa sfocia, infine, in un ampio affresco d’insieme.

L’aria di Berlino è un fulcro; il punto d’incontro, la clessidra con cui Theodor Fontane sa creare un clima, l’identità di una Berlino che, se è ancora la piccola capitale della Prussia, ha già in sé la “consapevole aria” di diventare la metropoli della Germania».

 

 

 

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