Il faro in una stanza 2018 – Il Festival letterario dedicato a Virginia Woolf

Dal 23 al 25 Novembre 2018 – «A me piace passare dall’una all’altra stanza illuminata; tale è per me il mio cervello, stanze illuminate», così affermava Virginia Woolf alla cui opera e al cui pensiero è interamente dedicato il Festival letterario Il faro in una stanza, giunto alla terza edizione « per rendere Virginia Woolf reale, per sedersi accanto a lei, per parlare di lei tra esperte ed esperti studiosi, traduttrici e traduttori e ‘lettrici comuni’. Tre giornate di arte, letteratura e racconti dedicati a una donna che ha cambiato il pensiero».

Sulla pagina Facebook dell’evento l’organizzazione spiega: «Quest’anno abbiamo voluto puntare l’attenzione sulla sua comunità, su quel gruppo di intellettuali che l’ha aiutata a formare il suo pensiero e che ha segnato un pezzo di storia del pensiero del ‘900: il Gruppo di Bloomsbury. Perché sentiamo il bisogno di ricordare artisti e intellettuali capaci di pensare criticamente e autonomamente, e di mettere la bellezza e l’essere umano al primo posto. Il primo incontro di sabato 24 sarà tutto dedicato a Bloomsbury, a quel mondo che per primo mostrò a Virginia l’esaltazione che deriva da un pensiero indipendente e libero. A introdurci al mondo, alla vita e all’arte di Bloomsbury saranno due studiosi che arrivano dall’Università di Salerno: Flora de Giovanni, professore associato di letteratura inglese e Gerardo Salvati, dottore di ricerca e cultore di lingua e letteratura inglese.
Entrambi si sono occupati dei Bloomsberries nei loro studi e ci parleranno dei – non sempre facili – rapporti che questa aristocrazia intellettuale ebbe con i contemporanei e di come il loro mito di intellettuali democratici perduri ancora oggi.

Tra i vari appuntamenti, tutti davvero interessanti, segnaliamo anche l’incontro con Nino Strachey, al cui volume abbiamo dedicato un post proprio di recente:

24/11 Ore 11,30: “Le stanze di Bloomsbury”. Nino Strachey conversa con Elisa Bolchi sul suo libro Stanze tutte per sé (L’ippocampo Edizioni). Traduzione consecutiva dall’inglese a cura di Sara Sullam.

 

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