Riaperta al pubblico la fortezza “Le Castella”

Fino al 15 ottobre 2019 – Ha riaperto al pubblico la fortezza “Le Castella”, uno dei luoghi più suggestivi e più visitati della Calabria, complesso monumentale di Isola Capo Rizzuto in provincia di Crotone e sito culturale del Polo museale della Calabria del Ministero per i beni e le attività culturali. La Fortezza sarà visitabile gratuitamente fino al 15 ottobre (chiusa il lunedì) dalle ore 10 alle ore 20 con ultimo ingresso alle 19.30. 

L’isolotto su cui sorge la fortezza di “Le Castella” si trova nell’estremità orientale del golfo di Squillace, in un contesto ambientale di rilevante pregio naturalistico dell’Area Marina Protetta di Capo Rizzuto. Collegato alla costa da un sottile lembo di terra, realizza una suggestiva simbiosi scenografica tra architettura costruita e architettura naturale.
Il nucleo originario risale all’età angioina, a cui sarebbe riconducibile la massiccia torre cilindrica, che oggi si presenta nella sua definizione cinquecentesca dominando il complesso fortilizio con la sua imponenza. L’impianto del XIII secolo, costruito a difesa del golfo di Capo Rizzuto, rientra nel sistema di fortificazioni voluto dagli angioini. Verso la fine del XV secolo la fortezza passa in mano aragonese. All’interno della fortezza caratteristici sono i resti di un agglomerato urbano, una sorta di piccolo villaggio con botteghe e i ruderi di una chiesetta, denominata Cappella del Borgo, costruita in età aragonese.

passeggiata_per_la_CalabriaUna curiosità: Justus Tommasini nel volume Passeggiata per la Calabria (Rubbettino) ricorda che proprio a Le Castella nacque «nel XVI secolo il famigerato Uchali o Ulazaal ricordato anche da Cervantes nel Don Chisciotte».

Come viene spiegato nelle note «Uccialì, figlio di un pescatore calabrese, era originario di Le Castella. Il suo vero nome era Luca o Giovanni Dionigi Galeni. Da bambino era stato rapito dai corsari, poi ridotto in schiavitù e comprato dal Corsaro Chiafer Rais, anch’egli di origine calabrese, di cui in seguito sposerà la figlia. Grande corsaro e condottiero valoroso, Uccialì aveva partecipato alla battaglia di Lepanto. Divenne in seguito re di Tripoli e di Algeri. Miguel de Cervantes lo ricorda come “corsaro audace e fortunato” nel cap. XXXIX della Prima parte del suo Don Chisciotte della Mancia»

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