Scrivere di Berlino, a 30 anni dalla caduta del Muro

Scrive Mario Fortunato in un suo bel libro dedicato alla Capitale tedesca che Berlino «non è una metropoli con una sola voce. Al contrario di voci ne ha una moltitudine». Tante voci si aggiungono in questo periodo, a trenta anni dalla caduta del Muro, avvenuta il 9 Novembre del 1989. Desideriamo segnalarvi alcuni libri usciti proprio di recente per ricordare questo storico momento:

muro_di_berlinoIl Muro di Berlino: istruzioni per l’uso di Federico Meda, pubblicato da Ediciclo Editore. «Perché è stato eretto il muro di Berlino? Come hanno vissuto le due parti divise della città? Quali sono state le fughe più assurde e mirabolanti? Come si è ricomposta la città dopo la caduta del Muro? Cosa posso visitare (e leggere, e guardare) oggi per rivivere la storia di Berlino e del Muro?

A queste e a molte altre domande risponde questo libro, brillante e leggero, che si propone come una breve guida a Berlino e il Muro.Tra le sue pagine troverete aneddoti, testimonianze, un abbecedario del Muro, una cronologia essenziale, una scelta di film, libri, musei per approfondire e infine la proposta della Berliner Mauerweg, la pista ciclabile del Muro, come modo originale e del tutto esperienziale per attraversare la città e ripercorrere i momenti salienti della sua storia».

Il Muro di Berlino 1961-1989, di Roberto Giardina, pubblicato da Diarkos. «Il 13 agosto 1961 nacque il Muro che divise Berlino e il mondo, e prese tutti di sorpresa.cover In realtà, tutti tirarono un sospiro di sollievo. Non si sarebbe tornati a morire per Berlino. Da quel giorno, si iniziò a morire a Berlino.

A Berlino, pochi anni dopo la caduta, già non ci si ricordava più il punto esatto dove correva il Muro, segnato ora da una striscia di sampietrini color sangue. Si è dovuto ricorrere alle foto dei satelliti. Basta un tempo breve e la storia rischia di svanire. In questo libro si ripercorre, in presa diretta, la grande e piccola storia della Germania dal 1961 al 1989, attraverso le vicende e i racconti di chi è stato protagonista, anche se involontario, di quegli accadimenti. Si disse che il Muro era caduto a Berlino, ma le macerie erano finite in Italia. E da allora la storia del nostro paese cominciò a cambiare».

cover_tp_berlinoIn occasione del trentennale della caduta del Muro, The Passenger rinnova la sua formula esplorando per la prima volta una città, Berlino.

«Dopo essere stata a lungo la capitale della controcultura, il luogo di nascita di mille mode in anticipo sui tempi e avere attirato giovani e investimenti, Berlino ora vive i problemi di una capitale matura, più affollata e gentrificata di una volta. Per capire come sia nato ed entrato in crisi il mito di «città di tendenza» dobbiamo risalire alle sue origini nei primi anni Novanta quando una gioventù affamata di libertà si appropria di luoghi abbandonati per trasformarli in discoteche leggendarie, dove inizia a esibirsi una nuova stella della techno, l’icona berlinese Ellen Allien, a cui dedichiamo una commovente biografia. Un grande scrittore e testimone di mezzo secolo di storia della città, Peter Schneider, ci riporta alle atmosfere del Cielo sopra Berlino, quando Potsdamer Platz era un deserto che simboleggiava le cicatrici della guerra; mentre un giovane scrittore che ha vissuto in prima persona l’ultimo febbrile decennio berlinese, Vincenzo Latronico, individua in un altro spazio deserto – la distesa verde dell’ex aeroporto di Tempelhof – il luogo che meglio rappresenta il sogno che molti rincorrono trasferendosi nella capitale tedesca: una maggiore libertà. Ma certo con il tempo gli spazi liberi sono diminuiti, come constatato sulla propria pelle da Annett Gröschner, autrice di numerosi libri su Berlino, che ci mostra come la speculazione immobiliare ha cambiato il suo quartiere, Prenzlauer Berg. Il caro affitti può ridurre gli spazi di espressione e perfino spingere alla chiusura delle tradizionali Kneipen, come scopriamo sedendoci al bancone insieme a Fabian Federl, ma non scalfisce lo spirito libertario e anticonformista della città, che respiriamo addentrandoci insieme alla giornalista Juliane Löffler negli inferi del sex club più trasgressivo di Berlino, il KitKat. In un momento storico in cui si aprono sempre più crepe sui lati oscuri della Riunificazione, riscopriamo un testo profetico di Cees Nooteboom del 1991, inedito in Italia, e pubblichiamo il reportage pluripremiato di Daniel Schulz sulla sua gioventù tra i neonazisti in provincia. Ha ancora senso dire «berlinese dell’Est»? A giudicare dalla forte identità delle due squadre di calcio di Berlino Est, sembrerebbe proprio di sì, come ci racconta Alina Schwermer. Pochi sanno che anche il destino della comunità vietnamita, oggi sempre più visibile grazie all’exploit della loro cucina, rispecchiava quello tedesco: i nordvietnamiti lavoravano nella metà socialista, mentre i sudvietnamiti erano immigrati a Berlino Ovest. Alisa Anh Kotmair, artista di origini vietnamite, ci accompagna alla scoperta di questa Little Vietnam berlinese».

CoverMuroIl Muro oltre Berlino. Trent’anni dopo, a cura di Alessandro Bedini, pubblicato da La Vela. «Sono trascorsi tre decenni da quando, durante una fredda serata berlinese – l’11 novembre 1989 – il grande violoncellista russo Mstislav Rostropovich, seduto su una sedia prestatagli da un passante, improvvisò un concerto di fronte al muro di Berlino che stava cadendo. Due giorni prima, le frontiere tra l’Est e l’Ovest della città tedesca e della DDR erano cadute; da allora in poi, niente sarebbe stato più come prima. Rostropovich eseguì alcune magnifiche suite di Bach: dapprima un movimento gioioso, festoso, in re maggiore, seguito da un altro più triste, malinconico, in re minore. Due stati d’animo che Bach è riuscito mirabilmente a mettere in musica. Che sia proprio questa la metaforica cifra interpretativa di ciò che è accaduto con il crollo del muro di Berlino? L’allegria, la festa per la ritrovata “libertà”, seguita dal disincanto, dalla tristezza, in alcuni casi dalla delusione. Questo libro nasce dai numerosi interrogativi legati a quella svolta epocale. A tali interrogativi hanno risposto, con i loro contributi: Alberto Bradanini, Mario Capanna, Franco Cardini, Giulietto Chiesa, Alain de Benoist, Diego Fusaro, Marina Montesano, Adolfo Morganti, Sergio Valzania».

La casa editrice Curci propone una lettura anche per i più giovani, Aria per violoncello.EC12161_HR 1989, la caduta del muro di Berlino, di Adèle Tariel. Berlino, 1988. «Giocando in solaio ho scoperto un violoncello che apparteneva a mia nonna. Da quando ho avuto il permesso di prenderlo tra le mie braccia, non ci siamo più lasciati. Molti anni fa i miei genitori fuggirono da Berlino Est con quello strumento, ma i miei nonni sono rimasti dall’altra parte del muro. Oggi, però, sempre più persone protestano, la gente manifesta per le strade contro quel muro che presto dovrà cadere!

Un libro che introduce alla scoperta di una pagina importante della nostra storia. Perché ciò che è accaduto, non accada mai più».

 

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