Lou Andreas-Salomé e Anaïs Nin. Anche febbraio nel comune destino

Nietzsche definì Lou Andreas-Salomé acuta come un’aquila, Henry Miller si lamentò spesso di quanto Anaïs Nin fosse camaleontica; febbraio può essere il mese giusto per approfondire la conoscenza di queste due donne straordinarie che pur avendo vissuto un contesto storico e culturale diverso, sembrano sfiorarsi, richiamarsi. Per gli appassionati di numerologia, come mi ha fatto notare una lettrice, già il giorno delle loro rispettive date di nascita conduce all’idea di un destino comune eppure diverso, perchè diverse furono le loro reazioni alle prove della vita. Opposte, come invertite sono le cifre della loro data di nascita: Lou Andreas-Salomé nacque a San Pietroburgo il 12 febbraio di 160 anni fa, nel 1861;  Anaïs Nin nacque a Parigi, nel 1903, sempre a febbraio, ma giorno 21.

Lawrence Durrell in una lettera dell’inverno 1972-1973 scrisse alla sua amica Anaïs, di vedere proprio in lei una sorta di reincarnazione di Lou Salomé in particolare nella sua capacità di comprendere e conoscere gli artisti. Qualità che, in maniera diversa, possedevano di certo entrambe. Sono tuttora validi e fondamentali gli scritti di Lou Andreas-Salomé su Friedrich Nietzsche, su Rainer Maria Rilke, su Sigmund Freud, tutti autorevoli e prestigiosi protoganisti del panorama culturale del secolo scorso che la nostra Lou ebbe modo di frequentare assiduamente in momenti diversi della sua vita. Così come fondamentale fu la frequentazione di Anaïs Nin con Henry Miller, Antonin Artaud e Otto Rank di cui ebbe modo di scrivere in maniera approfondita nei suoi Diari, strumento che si è poi rivelato prezioso per la ricostruzione delle loro biografie.

In comune queste due splendide figure femminili hanno dunque l’innata curiosità, la sete di conoscenza, il senso di libertà, il desiderio di realizzare e affermare il proprio io non in quanto donne ma in quanto esseri umani. Cosa c’è di più moderno? Nel volume L’Aquila e il Camaleonte, pubblicato oramai quasi tre anni fa da Talos Edizioni  (editing a cura di Pasquale Allegro) esploro diversi temi: la complessità delle loro radici e origini; l’incontro con gli uomini in cui eros e conoscenza rappresentano un magico intreccio; la casa, vissuta come rifugio e prigione contemporaneamente; il contrasto fra arte, scrittura e vita, il rapporto fra psicoanalisi e poesia. È stato un appassionante lavoro di ricerca condotto su testi inediti ai lettori italiani che mi ha regalato la scoperta di tante coincidenze e alcune belle sorprese. Vi invito a scoprirle leggendo il libro.

Emanuela Riverso

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