A Roma per ricordare John Keats

La Keats-Shelley House commemora il bicentenario dalla morte del poeta  John Keats con il lancio di due esperienze video immersive, entrambe realizzate con la collaborazione di Bob Geldof, leggenda del rock, filantropo e ambasciatore della Keats-Shelley200.

Domani, 23 febbraio, bicentenario della morte di Keats avvenuta a Roma nel 1821, quando il poeta aveva solo 25 anni,  uscirà in anteprima “La morte di Keats” narrata da Bob Geldof. Si tratterà di un video immersivo (godibile al meglio con occhiali per realtà virtuale ma più che accessibile senza) che racconta, attraverso dei passaggi tratti da alcune lettere, il viaggio di Keats in Italia, il suo soggiorno nella casa e la sua morte. Questo video sarà il primo di una serie realizzata dalla Keats-Shelley House per commemorare i bicentenari delle morti di Keats e Shelley.

Inoltre, sempre a partire da domani, 23 febbraio, la Keats-Shelley House ha pensato di inaugurare un nuovo tipo di esperienza digitale: il Tour Panoramico. In compagnia di una guida, che effettuerà il tour dal vivo, i partecipanti potranno esplorare le stanze del museo, che includono l’appartamento in cui Keats morì di tubercolosi nel 1821 così come le altre camere dedicate a Percy Bysshe Shelley, Mary Shelley e Lord Byron. Il tour è disponibile in italiano, inglese e russo, e i partecipanti potranno porre domande alla guida durante la presentazione.

A proposito della Keats-Shelley House, nel cuore di Roma: la visita alla Keats-Shelley House è una straordinaria occasione per conoscere le vite dei poeti Keats, Byron e Shelley. Il museo è situato nel centro di Roma, a fianco della scalinata di Piazza di Spagna e vicino alla Fontana di Trevi e a Villa Borghese. È stata l’ultima dimora di John Keats, che, come abbiamo già accennato, vi morì nel 1821 a soli venticinque anni.

L’esterno dell’edificio è simile a com’era quando Keats arrivò a Roma nel vano tentativo di rallentare le ineluttabili conseguenze della tubercolosi. Aperta al pubblico nel 1909, questa casa museo contiene una ricca collezione di quadri, sculture, manoscritti, oggetti e prime edizioni delle opere di Keats, Percy Bysshe Shelley e Lord Byron, ovvero i più importanti esponenti della seconda generazione romantica inglese.

Altri pezzi importanti della collezione sono: un reliquiario contenente una ciocca di capelli di John Milton e di Elizabeth Barrett Browning, una maschera di carnevale in cera di Lord Byron e manoscritti di Jorge Luis Borges, Oscar Wilde, Mary Shelley, Walt Whitman, William Wordsworth, Robert Browning e Joseph Severn, l’amico e compagno di viaggio di Keats.

La casa possiede una ricca biblioteca specializzata in letteratura romantica, che conta attualmente più di ottomila volumi a cui vengono sempre aggiunti nuovi titoli. Migliaia di persone visitano ogni anno la Casa in onore al genio di Keats e degli altri poeti romantici.

Per tutte le informazioni suggeriamo di visitare il sito ufficiale: Homepage | Keats-Shelley House (ksh.roma.it)

 

Vi segnaliamo inoltre una recente pubblicazione di Fazi Editore proposta proprio in occasione del bicentenario dalla morte del poeta. Si tratta del volume A passeggio con John Keats,  l’opera più misteriosa di Julio Cortázar; «scritto in solitudine a Buenos Aires all’inizio degli anni Cinquanta e pubblicato volutamente postumo come omaggio a un poeta che, scomparso giovanissimo, solo dopo la morte ottenne la sua consacrazione, è un libro talmente ricco da sfuggire a ogni catalogazione. È sia un saggio, un acutissimo esercizio di critica letteraria – perché solo un poeta può arrivare al cuore vivo e pulsante della poesia di un altro poeta e scriverne senza ridurlo a nozionismo da accademia –, sia un romanzo, la storia di un personaggio di nome Julio Cortázar che, chiuso nella sua stanza, all’ultimo piano di un palazzo di calle Lavalle, a Buenos Aires, notte dopo notte scrive di Keats, e intanto pensa, divaga, ricorda, compilando a margine del suo libro una sorta di zibaldone. È un’opera-mondo: al centro c’è Keats, la sua vita e la sua poesia, ma ci sono anche Buenos Aires, i profumi e le luci della metropoli argentina e le vastità buie e sterminate della pampa oltre i suoi confini, e i poeti amici di Cortázar, i loro versi e le loro discussioni alle tre di notte, avvolti dal fumo delle sigarette e dall’odore del caffè. C’è l’Italia, ci sono Roma, Siena, Venezia, ma anche Genova e Napoli, perché pochi sono riusciti a catturarne l’essenza – i silenzi delle campagne, perché «tutta l’Italia è silenziosa», i colori delle stagioni, l’odore dei vini – come fece Cortázar nei suoi viaggi giovanili, così simili a quelli di Keats attraverso la Scozia. E c’è l’amore, quello che Cortázar scopre quando comincia a leggere le lettere tra John e Fanny Brawn. Il risultato è un’opera fondamentale su Keats ma anche un libro-rivelazione su Cortázar, perché troppo precisa e forte è la sensazione che, scrivendo del poeta inglese, l’argentino stia anche delineando un proprio alter ego con il quale, al netto dell’oceano che divide Buenos Aires e Londra, condivide una certa idea della vita, della scrittura e della missione poetica».

«Keats è da tasca, dove si mettono le cose che contano, le mani, i soldi, il fazzoletto. Una tasca è la casa essenziale che l’uomo porta sempre con sé; occorre scegliere ciò che è imprescindibile, e solo un poeta vi può entrare».

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