“Le case dei miei scrittori”, tra passato e presente

La scrittrice francese Éveline Bloch-Dano, già nota ai lettori per Giardini di carta e La favolosa storia delle verdure, con il suo meraviglioso lavoro Le case dei miei scrittori (pubblicato da add editore) ci invita alla lettura e al viaggio e suggerisce di intrecciare possibilmente le due azioni. Poichè per il momento non ci è consentito viaggiare, le sue testimonianze assumono un valore particolarmente significativo. Grazie a queste sue pagine ci si può  immaginare in viaggio ad esplorare le case museo di tanti fra i più amati e apprezzati scrittori. Quasi sembra di vedere il luminoso giardino di Colette o di avvertire i densi profumi del Kenya di Karen Blixen.

In alcune case, divenute oramai più museo che dimora, non si riesce a cogliere lo spirito dello scrittore e si contempla «il luogo di una cerimonia scomparsa», perchè viene a mancare il disordine della vita che costituisce il fascino di una abitazione. Libri annoiati nelle vetrinette, letti che diventano rigidi dietro ai cordoni di sicurezza, pochi fogli ingiallitti, di solito fotocopie. Ma in tante case visitate dall’autrice, passato e presente si confondono,  avviene una sorta di comunione fino alla comprensione «profonda o diversa, sensuale, quasi carnale dell’opera e del suo autore».

L’autrice ha scelto l’ordine alfabetico per proporre gli scrittori di cui ha visitato la dimora  ma, come lei stessa spiega,  a guidarla è stata la soggettività dello sguardo, che ha portato alla lunghezza diversa dei vari testi.

«Collegare una casa e l’universo letterario di uno scrittore, tentare di cogliere i legami tra un luogo e la scrittura, un luogo e una vita, ecco l’intento di queste pagine».

Fra i luoghi descritti dall’autrice colpisce molto la casa di Jean-Jacques Rousseau ovvero il Museo delle Charmettes a Chambéry. Qui lo scrittore abbe modo di affermare: «Io feci quello che volevo fare e fui quello che volevo essere». Dunque è il luogo della realizzazione di sè di un uomo molto giovane, un luogo da cui inoltre scaturisce un qualcosa di eccezionale, come un incontro di spiriti. Proprio con questa casa è infatti nato il pellegrinaggio letterario e in tanti vi si sono recati vivendo la strana impressione di ritrovare un paesaggio familiare, fra sogno e ricordo. George Sand, Stendhal, Rodin, Paul Valéry e, più recentemente, Mitterand hanno «letto questo luogo speciale proprio come se avessero vissuto le pagine scritte dall’autore».

É un prezioso contributo questo bel volume di Éveline Bloch-Dano, tutti gli appassionati del viaggio letterario non dovrebbero farne a meno; le sue pagine ci indicano i luoghi in cui si rivela la quintessenza del flusso vitale che ha nutrito tanta letteratura.

Semplicemente imperdibile.

 

6 commenti

    1. L’ho letto con entusiasmo..in alcune case mi sono emozionata come se le stessi visitando io stessa…per gli appassionati del genere, considerato anche il periodo, è proprio una bella lettura..ti porta via..

  1. Se ce ne sarà occasione, lo leggerò. A proposito di queste case spogliate dell’essenza dell’artista, ricordo che mi ha lasciato questa sensazione la casa di Alda Merini “ricostruita” a Milano con ciò che rimaneva della sua vera casa lungo i Navigli, mi rimase impressa la porta di ingresso scarabocchiata con numeri di telefono e indirizzi

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