Cento anni dal viaggio in Tunisia: Paul Klee a Kairouan

«Su una piana nuda come il dorso della mano sotto un cielo ostinatamente azzurro, il visitatore scorge da lontano una città araba costellata di cupole bianche simili a uova di struzzo e cinta da bastioni abbaglianti per splendore e bellezza. È Kairouan, città benedetta, gioiello del Maghreb e perla del patrimonio architettonico arabo», così scriveva lo storico tunisino Hassan Hosni Abdulwahab, sarebbe stato d’accordo con le sue parole il pittore Paul Klee che visitò Kairouan esattamente cento anni fa, nell’aprile del 1914;

il viaggio in Tunisia, intrapreso con gli amici August Macke e Louis Moillet, fu decisivo per il suo percorso artistico, tappe fondamentali furono sicuramente le città di Tunisi e di Hammamet ma fu proprio il soggiorno a Kairouan a suggestionarlo e a impressionarlo in maniera determinante; alla sera dell’arrivo, il 15 aprile, dopo un viaggio tortuoso e difficile, Klee scrive: «Una quintessenza da Mille e una notte, con il novantanove per cento di realtà. Che aroma, penetrante, inebriante, e che dà chiarezza, a un tempo. Cibo, vero cibo e bevanda stimolante. Inebria e tonifica. Profumo di legna ardente. La patria?». DSC_0267Kairouan suscita nell’artista un immediato senso di meraviglia destinato sin dalla prima notte a culminare in un «gran delirio», come lui stesso annota nei suoi Diari. Il giorno successivo, il 16 aprile, non cala il tono di magico stupore, Klee aggiunge: «Di buon mattino ho dipinto fuori della città, luce lievemente diffusa, dolce e chiara. Senza nebbia. Poi ho disegnato in città. Uno sciocco che ci fa da guida provvede alla nostra ilarità. August gli insegna parole tedesche, ma quali! Nel pomeriggio ci conduce nelle moschee. Il sole vi penetra, e come![…]Verso sera nelle strade. Un caffè con molti quadri. Begli acquarelli […] Infine siamo entrati in un caffè. Sera dai colori altrettanto delicati che decisi. Virtuosi del giuoco della dama. Ora felice. Louis adocchia dolciumi colorati e m’invita a ritrarli perché lo so fare tanto bene. Interrompo il lavoro. Un senso di conforto penetra profondo in me, mi sento sicuro, non provo stanchezza. Il colore mi possiede. Non ho bisogno di tentare di afferrarlo. Mi possiede per sempre, lo sento. Quest’è il senso dell’ora felice: io e il colore siamo tutt’uno. Sono pittore». Poco da aggiungere e da commentare a DSC_0273quanto scrive Klee, forse è bene solo evidenziare come per tutto il breve soggiorno a Kairouan i toni rimangano di colmo entusiasmo, ancora il 17 aprile infatti scrive: «Nella mattinata ho dipinto di nuovo fuori dell’abitato, su un’altura di sabbia presso le mura. Più tardi sono uscito solo, perché mi traboccava l’animo, per una delle porte della città, dov’erano alcuni alberi, delle rarità in mezzo alla rarità […] Oggi devo essere solo, e devo potermi concentrare; è stato troppo forte quanto ho provato».

Uno dei capolavori realizzati da Klee in questo periodo è l’acquerello Davanti alle porte di Kairouan che per il ritmo quasi geometrico e la trasparenza dei colori è considerato un’opera di svolta nella produzione artistica del pittore.davanti alle porte di kairouan

Oggi come allora Kairouan affascina il visitatore: anche l’occhio meno esperto rimane colpito dalla luce, dai colori, dalle scene di vita quotidiana che sembrano appartenere ad un’epoca passata. Val la pena di fermarsi a sorseggiare lentamente un tè alla menta e assaporare i makroud, i dolcetti per cui la città è nota in tutta la Tunisia e che vengono acquistati da tutto il paese anche e soprattutto durante le celebrazioni del Ramadan. Kairouan è tra l’altro la quarta città santa dell’islam (insieme a Medina, La Mecca e Gerusalemme), ed è famosa per la sua Grande Moschea, la più grande della Tunisia. Visitare DSC_0326Kairouan ricordando le impressioni di Klee aiuta a mantenere desta l’attenzione e a soffermarsi sui dettagli che la vista ci offre: un polveroso e colorato incanto, il vivace vociare al mercato, il silenzio nei luoghi sacri, avvertire piano piano una serena gioia, questa è Kairouan.

Le citazioni sono tratte da: Paul Klee, Diari 1898-1918, il Saggiatore

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