Da Oslo ad Amsterdam, Munch e Van Gogh insieme

Dal 25 settembre 2015 al 17 gennaio 2016 – Frutto di una intensa collaborazione fra il Van Gogh Museum e il Museo Munch, la mostra Munch : Van Gogh – ad Oslo dal 9 maggio al 6 settembre 2015 e ad Amsterdam subito dopo,  dal 25 settembre 2015 al 17 gennaio 2016- mette in rilievo le tante somiglianze fra questi due importantissimi artisti: dalle vite tormentate alla comune ricerca di uno stile innovativo e personale, i due pittori da sempre si distinguono per la forte carica emotiva che le loro tele riescono a trasmettere.

Per la prima volta i due artisti vengono dunque fortemente associati con un percorso costituito da unimagesWQ4E9QNH centinaio di importanti opere e capolavori.

Edvard Munch (1863-1944) entrò per la prima volta in contatto con l’opera di Vincent van Gogh (1853-1890) nel 1889 visitando il Salon des Indépendants e ne rimase impressionato. Nel suo diario appare un commento senza data in cui sembra riferirsi proprio ad alcuni quadri realizzati da Van Gogh nel 1888 ad Arles:

sediA«A dire il vero una sedia può essere interessante tanto quanto una persona. Ma la sedia deve essere vista da un essere umano. In un modo o nell’altro deve fare impressione su di lui ed egli deve cercare di trasmettere questo attraverso la sua opera, cosicché coloro che osservano il dipinto percepiscano quell’impressione». Come ricorda H.I. Jaffè nel suo testo L’arte del XX secolo (1970): «Per Munch, la natura e l’uomo sono sia fonte di paura che specchio di questa. L’angoscia di fronte alla realtà rispecchia un modo di sentire allora diffuso, che la stessa letteratura scandinava cercava di chiarire in quegli stessi anni. Come per Van Gogh, così per Munch, il mondo è permeato da una profonda energia misteriosa, che il pittore vorrebbeNOTTE STELLATA DI Munch rendere visibile: solo che per Munch la realtà non è ispirazione, ma invasamento». Parlando di sé e dell’ artista olandese, il 23 ottobre 1933 Munch affermò: «Nel corso della sua breve vita, Van Gogh non ha permesso alla sua fiamma di spegnersi. Fuoco e brace erano i suoi pennelli durante i pochi anni della sua vita, mentre lui ardeva per la sua arte. Ho pensato, e desiderato- a lungo, con più soldi a mia disposizione di quelli che aveva lui – di seguire le sue orme».

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