Viaggio a Mosca. Cene letterarie a casa di Dostoevskij

A Mosca, nella suggestiva cornice della casa di famiglia di Dostoevskij, il 29 Marzo, il 21 Aprile e il 15 Maggio 2019 si svolgeranno alcune cene letterarie in cui verranno proposti piatti della tradizione famigliare del celebre scrittore o menzionati nelle sue opere, per ripercorrere la sia biografia e ricordare alcuni suoi celebri romanzi.
Normalmente Dostoevskij è associato alla città di San Pietroburgo, dove visse buona parte della  vita e scrisse i suoi Capolavori. Lo scrittore era però originario di Mosca in cui nacque l’11 Novembre del 1821 e visse in questa casa, a lui intitolata nel 1928 (l’inaugurazione avvenne proprio il giorno del suo compleanno), dal 1823 al 1837. Oggi le pareti sono le stesse di allora e questo piccolo gioiello rappresenta il primo Museo in assoluto dedicato allo scrittore, oltre ad essere uno dei primi Musei letterari della Capitale.

Le cene qui organizzate rappresentano una felice occasione per rivivere atmosfere oramai dimenticate anche dagli stessi russi, e per andare alla scoperta di questi meravigliosi ambienti. L’esposizione «Мир Достоевского» (Il mondo di Dostoevskij) propone tanti oggetti personali appartenuti allo scrittore: libri, biglietti da visita, ritratti di famiglia. La Casa Museo organizza regolarmente anche conferenze e passeggiate per ricordare e approfondire il ruolo della città di Mosca nella vita e nelle opere del grande romanziere.

Anche Anna Grigor’evna, la seconda moglie dello scrittore, nel suo Diario spiegò come Mosca  abbia rappresentato per lo scrittore (e quindi anche per lei) una parentesi di serenità, anche in età adulta. Nel capitolo Impressioni di Mosca tratto dal volume Dostoevskij mio marito (Bompiani), Anna Grigor’evna racconta:

«Ricordo con piacere i giorni passati a Mosca. Ogni mattina andavamo in giro a visitare i musei, la cattedrale del Cremlino, altre chiese e i palazzi dei Romanov. In una mattina serena mio maritò mi accompagnò al camposanto di Lazar, dove era sepolta sua madre. Marija Fëdorovna, che egli ricordava sempre con tenerezza.[…] Andammo anche sui “Monti dei passeri”. F.M., moscovita, era una buonissima guida e mi raccontò molte cose interessanti sulla capitale dei primi zar. Stanchi e tutt’altro che privi di appetito, al ritorno dalle gite andavamo a fare colazione da Testov. F.M. amava molto la cucina russa e ordinava, per me, che sono di San Pietroburgo, pietanze regionali, come la seljanka di Mosca, piccole focacce col riso, e si meravigliava del mio giovanile appetito. […] Il senso di distacco da parte di mio marito, che avevo cominciato ad avvertire nelle ultime settimane a Pietroburgo, ora, a Mosca, si era affatto dileguato; e io divenni di nuovo allegra, felice di vivere e piena di buoni sentimenti come al tempo del fidanzamento. F.M. mi assicurava che a Mosca ero la sua Anja di un volta, quasi perduta a Pietroburgo, e che per lui la luna di miele era cominciata appunto a Mosca. […] Il ricordo del viaggio a Mosca mi restò impresso per sempre. Ogni volta che tornavo in quella città, mi sentivo più felice, più tranquilla e soddisfatta che altrove.[…] Simili momenti non si dimenticano».

Il sito del Museo è in cirillico ma per chi sa leggere il russo, è davvero un’incredibile e interessante fonte di informazioni, qui di seguito il link:

https://www.goslitmuz.ru/museums/muzey-kvartira-f-m-dostoevskogo/

 

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