L’Italia con gli occhi di Dante. Una guida di Raffaella Cavalieri

Raffaella Cavalieri, studiosa e traduttrice di letteratura di viaggio e turismo culturale, qualche anno fa, nel 2006, ha pubblicato il volume Il viaggio dantesco. Viaggiatori dell’Ottocento sulle orme di Dante (Robin Edizioni). A distanza di qualche anno, dopo aver proposto altri titoli molto interessanti, Petrarca il viaggiatore. Guida a un viaggio in Terrasanta (2007) e In viaggio con Boccaccio dall’oro delle ginestre di Certaldo ai profumi d’Oriente (2013), nel 2015 l’autrice è tornata ad occuparsi di Dante Alighieri pubblicando il libro L’Italia con gli occhi di Dante (edito da Minerva): si tratta di una vera guida per il viaggiatore moderno che voglia ripercorrere le orme di Dante.

Raffaella Cavalieri spiega infatti che se «il compito dell’artista è quello di rivelare la bellezza della natura, lo scrittore moderno, come un archeologo, deve saper riconoscere i segni del passato, distinguerli, riviverli nel proprio cuore e trasmetterli in maniera universale. Con questo viaggio attraverso l’Italia con gli occhi di Dante, abbiamo ricercato quei segni appartenuti a sette secoli fa, interpretati e rivissuti nel cuore di ognuno di noi, turista, letterato, appassionato di Dante, o curioso che sia».

Raffaella_CavalieriE poiché, come sostiene Ampère, lo studioso della letteratura si perderà sempre qualcosa, «finché non avrà visitato il paese in cui vissero i grandi scrittori, contemplata la natura circostante e ritrovato, per così dire, il loro spirito nei luoghi in cui se ne avverte la presenza», Raffaella Cavalieri intraprende per noi questo viaggio andando alla scoperta dei luoghi che hanno caratterizzato la vita e le opere di Dante.

Per ogni luogo legato a Dante e ripercorso da Raffaella Cavalieri desideriamo proporvi le parole della stessa autrice. Vi renderete subito conto del grande lavoro di ricerca svolto e della profonda passione che anima le pagine di questa meravigliosa guida. Un viaggio nel viaggio, attraverso alcuni dei luoghi più suggestivi della nostra bella Italia, resi immortali anche dai versi del Poeta o semplicemente dal suo passaggio.

Il suo viaggio parte da Firenze che fu la patria di Dante: «Per chi vuole seguirne le orme e riscoprire un’Italia insolita attraverso i suoi occhi, non c’è posto migliore da cui l’itinerario possa prendere inizio»; l’autrice ci spiega:

«quando il visitatore si muove alla ricerca della casa in cui nacque e visse un grande uomo, corre sempre il rischio di una delusione. Di fronte alla casa di Dante è facile incappare in questo sentimento, perché la modernità dell’edificio non riesce a far evocare dello spirito di quel grande neppure un alito. Il quartiere conserva tuttavia ancora altri richiami alla sua vita».

Nelle pagine a seguire Raffaella Cavalieri aggiunge:

«Per una strana vendetta della storia, se Dante trascorse la sua vita costretto lontano da Firenze, nella vana aspirazione di poter rientrare un giorno nella sua amata patria, la stessa invano aspirò, dopo la sua morte, all’onore di preparare nel suolo materno l’ultimo riposo alle ossa del figlio troppo tardi riconosciuto».

La seconda città che l’autrice propone nella sua guida è Roma:

«per colui che segue le orme di Dante, c’è un richiamo ancora più speciale: è da qui, con ogni probabilità, che iniziò il suo esilio […] Roma è per Dante un sacro soggiorno, ma al tempo stesso è l’occasione per inveire contro la corruzione che vi si espande sempre più, così come nella sua amata Firenze. Anche verso la città eterna esprime sentimenti contrastanti, con lodi ed imprecazioni, mostrando a suo modo l’amore ed il rispetto che le porta […] Fu dunque in Roma che iniziò il suo lungo peregrinare da un luogo ad un latro, costretto a salir l’altrui scale, a chiedere ospitalità ed a doverla condividere con giullari e buffoni, lui, l’uomo colto e pieno d’ingegno di cui cerchiamo le orme attraverso l’Italia che abitò e su cui posò lo sguardo: qui iniziò il suo inferno».

Proseguiamo il nostro viaggio con Raffaella Cavalieri e visitiamo Arezzo, «questa, notoriamente rivale di Firenze, accolse volentieri i suoi esuli indignati. Con ogni probabilità Dante fu ospitato dalla potente famiglia degli Ubertini che aveva proprietà in Via dell’Orto, proprio là dove sorgeva la casa del Petrarca, tuttora visitabile e sede dell’Accademia di Lettere, Arti e Scienze. Dato il forte legame tra Ser Petrarca e l’Alighieri, i quali condividevano anche le pene dell’esilio, è facile pensare che l’autore di cui seguiamo le orme frequentasse casa Petrarca e l’immaginazione collettiva lo pensa come uno dei primi ad aver tenuto in braccio il neonato Francesco».

L’autrice ci conduce poi alla scoperta del Casentino:

«Entrare in Casentino significa uscire dalle strade battute, scoprire una valle nella cui terra, nei cui pendii, la storia si è insediata ed è rimasta ben ancorata ad ogni roccia, albero, ruscello, castello o monastero, così come nella memoria dei suoi abitanti ed in quella collettiva, per sempre resa immortale dai versi danteschi. […] un piccolo mondo posto fra Firenze ed Arezzo disseminato di foreste secolari, antichi castelli feudali, pievi romaniche ed eremi monastici, ma soprattutto di eco dantesche […] Dante soggiornò a lungo in Casentino durante il suo esilio da Firenze, ospite nei Castelli dei Conti Guidi […] Ogni estimatore di Dante dovrebbe desiderare di potersi trovare in questi luoghi afferma Persis Revel, che in rispettoso silenzio sorseggia l’acqua dell’Arno bambino, ancora nella sua culla. Un’escursione sicuramente da non tralasciare, quella attraverso il Casentino, per tutti coloro che si muovono su passi del Poeta, e che amano restare affascinati dalla sorprendente uguaglianza di immagini, scenari, paesaggi e descrizioni di un’epoca così remota».

Da Pisa a cui ci conduce non solo «il fiume caro a Dante, ma soprattutto il ricordo di uno degli episodi più noti e tradotti in tutto il mondo: la tragedia del Conte Ugolino» ci spostiamo in un’altra terra ricca di storia, nota per i suoi cento castelli e per i borghi medievali che la caratterizzano:

«Tra Toscana e Liguria si estende un’ampia valle simile a quella del Casentino. Ad attraversarla non è l’Arno ma la Magra, che segna il confine tra le due regioni, ed a dominarla non furono i Conti Guidi ma i Marchesi Malaspina. La valle ha ereditato il suo nome dall’antica città di Luni: Lunigiana. Qui Dante trascorse parte del suo esilio, ospite di Moroello di Manfredi e di Franceschino di Mulazzo, entrambi facenti parte del ramo dei Malaspina […] Calcando le orme dantesche n Lunigiana, si calca quello stesso suolo, in cui un tempo sorgeva la leggendaria ed antichissima Luni, il cui splendore si perde nella nebbia dei tempi, ma la cui grandezza ha lasciato un’impronta indelebile ed il cui nome risuona oggi nell’intera valle, insieme a quello di colui che, con i suoi versi, ne ha rievocato ed immortalato la gloria».

Spostandoci poi verso il Settentrione, Raffaella Cavalieri spiega:

«Tra le città poste a Nord della penisola, ci sono pochi richiami e poche certezze relative alla presenza di Dante in questi luoghi. Ma tanto più numerose si affollano di nuovo le tracce quando ci avviciniamo a Verona, e a buona ragione. Poiché qui abbiamo di nuovo innanzi a noi uno di quei punti che formano le grandi pause nella vita di Dante, le quali all’irrequietezza dell’uomo senza patria concedono di quando in quando un riposo, e, come momenti notevoli, emergono sulla triste monotonia della sua vita di peregrino […] A Verona Dante visse in tutto circa sette anni: dal 1303 al 1304, ospite di Bartolomeo della Scala, e dal 1312 al 1318 del fratello Cangrande. In questa città trascorse quasi la metà del suo esilio e, durante il suo secondo soggiorno, vi compose buona parte del Paradiso, forse nel silenzio delle sale della storica Biblioteca Capitolare, nel Chiostro canonicale accanto al Duomo».

Esplorando poi i luoghi danteschi tra Emilia Romagna e Marche, arriviamo a Rimini:

«Qui il ricordo dell’amoroso e triste episodio di Paolo e Francesca si fa più vivo, passo dopo passo. A Rimini, nel 1581, fu rinvenuta nella Chiesa d Sant’Agostino un’arca di marmo contenente due corpi abbracciati, che si presume fossero quelli di Paolo e Francesca […] Alcuni ritengono che la tragedia narrata da Dante nel V canto dell’Inferno sia avvenuta proprio a Rimini, e che il ritrovamento dei due corpi abbracciati nel avvalori la tesi […] a poco più di venti chilometri da Rimini c’è un luogo in cui la triste vicenda rivive sotto gli occhi dei visitatori. È Gradara, affascinante esempio di architettura medievale, borgo fortificato della provincia di Pesaro e Urbino, caratterizzato da una cinta muraria intatta e dalla bellissima Ricca Malatestiana, una delle fortezze d’Italia meglio conservate […] L’atmosfera ricreata all’interno della Rocca di Gradara è veramente suggestiva ed aggirandosi per quelle stanze o camminando sotto la finestra della camera di Francesca, si ha la sensazione di non essere mai soli, di essere pronti ad assistere alla rappresentazione di un dramma che è passato alla storia letteraria mondiale, una delle parti della Divina Commedia più tradotte al mondo. E così, come un libro ha portato alla morte i due amanti, un altro li ha resi celebri e i ha mantenuti in vita attraverso la memoria collettiva, e continuerà a farlo fintantoché continueremo a leggerne, scriverne, e ricercarne le tracce attraverso luoghi che, nonostante i secoli, sanno ancora emozionare».

Le pagine conclusive della guida sono dedicate alla maestosa Ravenna, ultima tappa dell’esilio e «ultima tappa dell’itinerario in Italia con gli occhi di Dante. È qui infatti che Dante tornò a posare il suo ultimo sguardo, ed è qui che se ne conservano gelosamente le spoglie […] La sosta a Ravenna, per il pellegrino che segue le orme di Dante, ha un significato molto profondo. Dante trovò qui l’ultimo rifugio e un po’ di quella pace che gli era stata negata».

Come scrive Attilio Brilli nella prefazione del libro,  questo bel lavoro di Raffaella Cavalieri è «un viaggio nel viaggio, vale a dire un viaggio nel tempo, oltre che nello spazio, attraverso le trasformazioni che hanno avuto i luoghi, le città e i paesaggi di Dante. Un modo, questo, per vedere con occhi diversi l’Italia con il suo inesauribile patrimonio di memorie, di civiltà e di bellezza».

Assolutamente imperdibile.

 

Raffaella_CavalieriL’Italia con gli occhi di Dante. Guida del viaggiatore

Minerva Edizioni

Autore: Cavalieri Raffaella

Collana: Clessidra
Formato:14 x 21 cm
Pagine: 184 + Cop. in brossura con bandelle
Edizione: Novembre 2015
Lingua: Italiano
ISBN: 978-88-7381-796-3
 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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