Nella città di Mimmo Rotella. Passeggiata a Catanzaro

Partiamo da Catanzaro Lido con la “metropolitana” che conduce sino in città. Una delle fermate è Catanzaro Pratica da cui si gode la vista del ponte Bisantis, uno dei simboli cittadini. Nel 1962 era il secondo ponte ad arco singolo in calcestruzzo armato in Europa. Ancora oggi è da considerarsi un’imponente opera dell’ingegneria mondiale e nazionale. Proseguiamo verso il centro e scendiamo alla fermata di Piazza Matteotti. Qui inizia la nostra passeggiata sulle orme di Mimmo Rotella, inventore e Maestro dei Décollages, nato a Catanzaro il 7 ottobre del 1918.

A quasi dieci anni dalla sua morte, avvenuta a Milano nel 2006 e a quasi cento anni dalla sua nascita, il Comune di Catanzaro, in collaborazione con la Fondazione Mimmo Rotella, sta organizzando le celebrazioni rotelliane tenendo fortemente conto del progetto già avviato e denominato “Catanzaro. Città di Mimmo Rotella”.

Vincenzo Trione nel volume Anni di Piombo (pubblicato da Abscondita) racconta come il protagonista del celebre film  “Un Americano a Roma”, interpretato da Alberto Sordi,  fu ispirato da un bizzarro ed eccentrico calabrese, Mimmo Rotella,  che, rientrato da un viaggio a Kansas City, girava per Roma con degli abiti vistosi e variopinti; Trione spiega anche quanto fosse profondo il legame dell’artista con il mondo del cinema «utilizzandolo come archivio da perlustrare e da saccheggiare. Per lui, negli anni giovanili, è cruciale la frequentazione – a Catanzaro – del pittore di insegne del cinema che è a pochi passi da casa sua: è un’epoca in cui i manifesti venivano dipinti a mano, un po’ come i murales, con una tecnica realistica».

In un’ intervista realizzata da Francesca Alfano Miglietti, Rotella spiegò: «Sin dal mio primo ‘furto’ di manifesti, dalla prima lacerazione, ho capito che la mia strada era quella dell’appropriazione di immagini che già sono state utilizzate, riprodotte, consumate».

Ed eccoci dunque nella Catanzaro di Mimmo Rotella, la città in cui ha mosso i suoi primi passi da artista.

Lo scorso marzo è stata inaugurata la nuova Piazza Matteotti a circa venticinque anni dalla precedente controversa ristrutturazione, allora fortemente criticata anche da Vittorio Sgarbi. È stata rimossa la meridiana che aveva suscitato malumore e diviso i cittadini ma soprattutto, per quel che ci riguarda, è stato creato nelle immediate vicinanze, uno spazio dedicato al celebre artista catanzarese. Questo piccolo “museo all’aperto”, composto da quattro pannelli espositivi con testi e riproduzioni di alcune fra le opere più conosciute del Maestro, è denominato “Omaggio a Mimmo Rotella”.

Lasciando Piazza Matteotti in direzione  Corso Mazzini passiamo davanti ad un altro importante simbolo per i catanzaresi, il Cavatore, una scultura in bronzo realizzata negli anni cinquanta del Novecento dallo scultore Giuseppe Rito che con questo monumento volle rappresentare il duro lavoro, la forza e la costanza dei catanzaresi.

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Proprio alle spalle del Cavatore vi è il Complesso Monumentale di S. Giovanni che nel corso degli anni fra i tanti eventi proposti ha ospitato anche importanti mostre dedicate a Mimmo Rotella le cui opere sono oramai esposte in tutto il mondo.

Proseguendo lungo il Corso passiamo davanti alle Poste Centrali dove, nel 1949, Rotella realizzò l’unico suo lavoro pubblico presente a Catanzaro; l’opera rappresenta i servizi postali con piccioni viaggiatori che trattengono fra le zampe le lettere. Vi sono raffigurati anche il tasto del telegrafo e le onde radio.

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Non vi è ancora alcuna indicazione circa l’autore di questo lavoro ma ci hanno spiegato che nel progetto “Catanzaro. Citta di Mimmo Rotella” è prevista anche la ristrutturazione di questa Opera oramai cara ai catanzaresi.

Proseguendo la nostra passeggiata su Corso Mazzini raggiungiamo uno dei tanti vicoli che caratterizzano questa città, in particolare Vico dell’Onda 7: qui si trova la casa natale di Mimmo Rotella dove nel 2005 è stata istituita la Casa della Memoria. In questa occasione l’artista ebbe modo di dichiarare: «io mi sento non solo calabrese ma cittadino del mondo e vorrei che la Casa della Memoria e la mia arte comunicassero con gli abitanti del pianeta per dire che l’arte è pace e profezia».

All’interno della casa-museo, foto, cimeli e testi specializzati raccontano e ripercorrono la carriera di Rotella. Il museo è normalmente aperto al pubblico al mattino ma vi suggeriamo di contattare il seguente numero di telefono per concordare la visita: 0961 745868.

La Casa della Memoria fu fortemente voluta dall’artista insieme alla Fondazione a lui intitolata che ha iniziato le sua attività nel 2000. In una lettera ai Calabresi Mimmo Rotella spiegò:

20151028_113237 - Copy«Scopo dell’istituzione non è solo promuovere la mia idea artistica ma soprattutto dare la possibilità di emergere a tutti i giovani talenti che, nel Sud, ancora oggi, hanno bene poche occasioni di confronto e vetrina. È soprattutto per questo che ho voluto che la sede della Fondazione fosse proprio a Catanzaro, mia città natia, per riconoscenza alla mia terra, ma anche con la prospettiva di riuscire a fare di questa Regione un importante crocevia culturale. La Fondazione Mimmo Rotella dovrà avere la funzione di motore propulsore di una riuscita a lungo, e da tanti, attesa. […] La mia idea, per il futuro della Fondazione, è legata ad una visione culturale ampia di confronto e di dibattito e non alla costituzione di una scatola chiusa, riservata a pochi, che non avrebbe senso e finirebbe con lo svuotare di significato la mia stessa concezione dell’arte e della vita».

Il legame di Rotella con la sua città di origine rimase forte nel tempo. Dopo i primi anni di studio  e una parantesi lavorativa a Catanzaro fra il 1944 e il 1945,  Rotella visse sempre altrove, spostandosi fra Roma, Milano e Parigi. Viaggiò frequentemente per gli Stati Uniti, si recò inoltre in India e in Nepal. Periodicamente aveva però modo di tornare alla sua Catanzaro; fu soprattutto molto legato alla madre per cui nutrì sempre grande affetto e con cui ebbe uno speciale rapporto di intesa e affiatamento.   Leggendo Autorotella. Autobiografia di un artista, pubblicato per la prima volta a Milano nel 1972, ci si accorge di quante volte la sua città e i nomi dei suoi amici catanzaresi ritornino nei racconti e nei ricordi: probabilmente nessun luogo è intimamente suggestivo come il luogo in cui scorrono le immagini della propria memoria e delle proprie radici.

 

3 commenti

  1. Grazie per la passeggiata, che mi ha dato una bell’immagine del mondo di Rotella e uno spunto di esplorare entrambe l’artista e la città di più.

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